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La denuncia di Emergency: "In Afghanistan aumentano le vittime civili"

La Ong: "Quanto accaduto in questo mese e mezzo non è altro che l'ultimo, prevedibile capitolo di un conflitto sanguinoso che dura da decenni"

Emergency in Afghanistan
Emergency in Afghanistan

globalist

4 Ottobre 2021 - 16.45


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Le organizzazioni non governative, come Emergency, sono gli unici presidi li libertà, protezione dei diritti civili, insomma gli unici presidi occidentali in un Afghanistan che è già piombata in uno stato di terrore talebano.
“Quanto accaduto in questo mese e mezzo non è altro che l’ultimo, prevedibile capitolo di un conflitto sanguinoso che dura da decenni, in cui sono aumentate le vittime civili, le ferite si sono fatte più gravi e gli attacchi in grado di ferire o uccidere contemporaneamente un elevato numero di persone sono cresciuti esponenzialmente”: lo afferma Emergency che racconta in un rapporto, dal punto di vista di medici e vittime, 20 anni di guerra e di presenza Usa.
“Dal 2001 Emergency ha curato oltre 70 mila feriti di guerra, con una costante – cita una nota -: l’aumento delle vittime civili”.
L’organizzazione ha poi contato, dal 2013 al 2020 136 stragi, contando solo quelle in capo all’ospedale di Kabul, affiancato negli anni da una rete di punti di primo soccorso in tutto il Paese.
“Oggi il mondo si sveglia scoprendo che l’Afghanistan non è la Svizzera – afferma la presidente di Emergency Rossella Miccio – , e questo ritiro frettoloso e male organizzato dei Paesi occidentali ci ha sbattuto in faccia che la guerra non è altro che mancanza di diritti, morte, sangue, disperazione, abbandono”.
Il timore, conclude, è che ora si spengano i riflettori su un Paese dai problemi tutt’altro che risolti.

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