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Resti di 215 bambini ritrovati: il vescovo di Montreal si scusa con i nativi del Canada

Il ritrovamento in una fossa presso una scuola gestita dalla Chiesa cattolica nel British Columbia. Il caso aveva suscitato anche la reazione di Papa Francesco che aveva espresso "dolore" e "vicinanza"

Mons. Christian Lepine
Mons. Christian Lepine

globalist

12 Giugno 2021 - 09.25


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La Chiesa vuole fare luce sui casi oscuri che sono rimasti sepolti nei secoli. Il vescovo di Montreal, mons. Christian Lepine, pubblica una lettera di scuse, a nome della Chiesa cattolica, per il ritrovamento dei resti di 215 piccoli nativi in una fossa presso una scuola gestita dalla Chiesa cattolica nel British Columbia.
Il caso aveva suscitato, domenica scorsa, anche la reazione di Papa Francesco che all’Angelus, oltre ad esprimere “dolore” e “vicinanza”, ha parlato di “scioccante notizia” e ha chiesto “collaborazione” tra le autorita’ politiche e religiose al fine di “fare luce” su quanto accaduto.
Il vescovo Lepine parla di “un lato oscuro della storia canadese rispetto al quale nessun uomo, donna, credente o no, può giustamente rimanere indifferente. I nostri valori più fondamentali sono stati abbattuti, mentre l’integrità delle famiglie e il rispetto della persona umana sono stati cosi’ radicalmente violati”.
Le scuole residenziali “hanno distrutto vite; quelle delle famiglie e delle comunità, alle quali sono stati strappati i loro figli. Quelle dei bambini, soli, sradicati, spesso maltrattati. Provo grande sgomento nel constatare che, come canadesi e cattolici, davanti a Dio e agli uomini, abbiamo collaborato a questa politica che, sotto l’apparenza dell’educazione, mirava ad assimilare gli abitanti originari del Paese. Le parole non bastano per esprimere il dolore che provo di fronte a tanta sofferenza”.
“Voglio porgere le mie sincere scuse per le sofferenze causate alle famiglie e alle comunità indigene in Canada”.
“Dedicherò i miei migliori sforzi per contribuire al dialogo e ripristinare la fiducia, per costruire una società libera da discriminazioni e rispettosa della vita e della dignità di ogni essere umano”, conclude il vescovo di Montreal.

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