Trump ammette: "Sapevo che il Covid-19 era mortale, ho minimizzato"

La dichiarazione è contenuta nella trasmissione di un'intervista del 7 febbraio scorso fatta a Trump dal giornalista Bob Woodward, protagonista dello scandalo Watergate

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globalist 9 settembre 2020
Donald Trump non si smentisce mai: dopo aver minimizzato il virus per mesi, aver imposto che nel comizio del 4 luglio non si usasse la mascherina, ora sostiene che lui "conosceva bene la pericolosità del coronavirus, settimane prima che cominciasse a mietere vittime nel suo Paese, ma ha preferito sempre minimizzare per non creare panico". Trump stesso lo ha dichiarato almeno secondo quanto riporta Bob Woodward, giornalista protagonista dello scandalo Watergate, nel suo libro in cui ha trascritto il contenuto di 18 interviste al presidente americano realizzate tra il 5 dicembre 2019 e il 21 luglio 2020.
Anticipando l'uscita del libro Rage, la Cnn ha rivelato che Trump ha ammesso di aver saputo settimane prima della prima morte confermata da Covid-19 negli Stati Uniti che il virus era pericoloso, disperso nell'aria, altamente contagioso e "più mortale persino delle peggiori influenze" e che lo ha ripetutamente minimizzato pubblicamente.
"Questa è roba mortale", ha affermato Trump a Woodward il 7 febbraio, nel corso di una delle interviste. Il capo della Casa Bianca ha rivelato di conoscere bene il livello di minaccia del virus prima di quanto precedentemente noto, aggiungendo che il coronavirus è stato forse "cinque volte più mortale" dell'influenza.
Le ammissioni del presidente americano sono in netto contrasto con i suoi frequenti commenti pubblici, che soprattutto in quel periodo insistevano sul fatto che il virus "sarebbe scomparso" e che "tutto andava bene". "Volevo sempre minimizzare", ha detto poi in un'intervista del 19 marzo, anche se alcuni giorni prima aveva dichiarato l'emergenza nazionale. "E preferisco ancora sminuire, perché non voglio creare panico".