Alexei Navalny in coma, il suo portavoce: "È stato avvelenato"

Il leader dell'opposizione gravissimo in terapia intensiva: "Pensiamo che Alexei sia stato avvelenato con qualcosa mescolato nel suo té"

Alexei Navalny

Alexei Navalny

globalist 20 agosto 2020

Tornano i veleni e tornano i sospetti in Russia, ossia che il potere elimini i suoi oppositori. Cosa che, ovviamente, i supporter di Putin negano.


Il leader dell'opposizione russa Alexei Navalny è incosciente ed è ricoverato in terapia intensiva in ospedale dopo essere stato apparentemente avvelenato.


Lo ha resto noto la sua portavoce, Kira Yarmish, spiegando che Navalny stava volando dalla Siberia verso Mosca quando si è sentito male: "Alexei ha un avvelenamento tossico ed è in terapia intensiva", ha scritto infatti su Twitter.



"Pensiamo che Alexei sia stato avvelenato con qualcosa mescolato nel suo té - afferma la Yarmish -. Quella era l'unica cosa che ha bevuto la mattina. I medici dicono che il veleno è stato rapidamente assorbito mediante il liquido caldo", ha aggiunto.


La portavoce ha quindi riferito che "Alexei è attaccato a un ventilatore. E' in coma  e in gravi condizioni. Non ci sono ancora i risultati del test". Tuttavia, "la reazione evasiva dei medici conferma solo che si tratta di avvelenamento. Solo due ore fa, erano pronti a condividere qualsiasi informazione, e ora stanno chiaramente prendendo tempo e non dicono quello che sanno".
 Navalny è ricoverato nell'unità di terapia intensiva per pazienti tossicologici nell'Ospedale di emergenza n.1 di Omsk, ha confermato l'agenzia di stampa statale Tass.


Il 44enne, noto per le sue campagne anti-corruzione contro alti funzionari e per le critiche esplicite al presidente Vladimir Putin, ha subito attacchi fisici in passato. Nel 2017 venne ustionato agli occhi quando fuori dal suo ufficio aggressori gli lanciarono sul viso una tintura verde usata come disinfettante.