Emma Bonino: l'asta di uomini in Libia? Si è sempre saputo

L'ex ministro degli Esteri: "Uomini, donne e bambini ridotti in schiavitù, stuprati, battuti, ammassati uno sull'altro, si sapeva tutto ma io passavo per una visionaria".

Emma Bonino

Emma Bonino

globalist 15 novembre 2017

La leader radicale Emma Bonino, ex ministro degli Esteri, in un'intervista alla Stampa fa intendere che non è rimasta stupida dal video della Cnn: "L'asta di uomini è solo una variante dell'orrore che conosciamo. Uomini, donne e bambini ridotti in schiavitù, stuprati, battuti, ammassati uno sull'altro. Si sapeva tutto e da tempo". "Gli ispettori erano pochi e io passavo per una visionaria" nel denunciare la situazione. "Poi è arrivato il rapporto di Médecins Sans Frontières e poi il ministro Minniti ha dichiarato che i campi in Libia erano la sua ossessione e che l'Oim e l'Unhcr ne avrebbero 'migliorato' le condizioni", spiega Bonino. "Il risultato è che la Libia permette a mala pena di visitare di tanto in tanto qualcuno dei 29 centri ufficiali di detenzione, quelli di cui abbiamo letto i reportage giornalistici. Il resto, a cominciare dai centri illegali, è terra di nessuno". Rispetto all'accordo siglato dall'Europa con la Turchia, quello con la Libia "è peggio" e va rivisto. "Per quanto io sia critica con Erdogan e il suo Stato autocratico è pur sempre uno Stato e ha il controllo del territorio. In Libia - sottolinea Bonino - ci siamo accordati con un governo che non controlla neppure i suoi uffici e, direttamente o indirettamente, ha appaltato la questione alle milizie. Abbiamo anche assistito a una cruenta guerra tra bande per la gestione dei migranti".