Quando si parla di armi il presidente miliardario non vuole sentire nominare la parola “limite”. Così Donald Trump, ribaltando una delle ultime decisioni prese dal suo predecessore Barack Obama, intende riprendere la vendita di armi all’Arabia Saudita.
La precedente amministrazione aveva sospeso la fornitura di proiettili a guida laser a Riad sulla scia delle critiche legate ai raid contro i civili condotti in Yemen dalle forze armate della monarchia del Golfo. Ma nei giorni scorsi il dipartimento di Stato ha dato il via libera alla ripresa del programma, a cui manca solo l’ok definitivo della Casa Bianca.
Alcuni osservatori hanno interpretato il cambio di strategia come il segnale di un nuovo approccio degli Usa al conflitto yemenita e di un riavvicinamento all’alleato arabo in chiave anti-iraniana.
Da marzo 2015 l’Arabia Saudita è coinvolta direttamente nella guerra in Yemen, guidando una coalizione che combatte al fianco delle forze del presidente Abd Rabbo Mansour Hadi, riconosciuto dalla comunità internazionale, contro i ribelli sciiti Houthi, sostenuti dall’Iran, il principale rivale di Riad nella regione.
Per molto tempo l’Amministrazione Obama ha garantito supporto alla campagna aerea saudita, rifornendo ad esempio i jet impegnati nei raid. Una missione di consiglieri militari Usa, inoltre, è stata inviata al quartier generale saudita dove vengono coordinate le operazioni in Yemen.
Ma nell’ultimo anno del suo mandato, a causa di alcune stragi di civili provocate dai raid della coalizione, Obama ha ridotto il sostegno militare con l’obiettivo di prendere le distanze da un conflitto che ha spinto lo Yemen sull’orlo della carestia, ma sul quale Riad ha puntato molto per bloccare la diffusione dell’influenza di Teheran in Medio Oriente. Malgrado la speranza saudita fosse quella di riportare Hadi al potere in breve tempo, la guerra sta entrando ora nel terzo anno e, secondo gli ultimi dati delle Nazioni Unite, finora ha provocato la morte di almeno 10mila civili.
La pressione sull’ex Amministrazione è aumentata considerevolmente dopo l’attacco dello scorso ottobre contro una sala a Sana’a dove era in corso una cerimonia funebre: il bilancio fu di oltre 100 morti. Dopo quel raid la Casa Bianca prese la decisione di bloccare un affare da 390 milioni di dollari che prevedeva la fornitura al regno del Golfo di proiettili a guida laser.
Ora il cambio di strategia, sostenuto da quanti come Gerald Feierstein, ex ambasciatore degli Stati Uniti in Yemen che ora dirige il Centro per gli Affari del Golfo presso il Middle East Institute, sono favorevoli alla vendita di armi di precisione all’Arabia Saudita. Feierstein è convinto che i proiettili a guida laser siano preferibili alle bombe “stupide” prive di guida perché ci sono meno probabilità di causare vittime civili se usate correttamente. “Dobbiamo fornire maggiore aiuto (ai sauditi, ndr), più sostegno, per farli smettere di fare cose stupide”, ha detto Feierstein. “Non dobbiamo tagliare tutti gli strumenti che consentono loro di agire nel modo giusto”, ha precisato.
– “E’ diventato un pantano nel quale siamo stati profondamente coinvolti ma abbiamo avuto poca influenza”, ha commentato invece l’ex responsabile per i diritti umani del Dipartimento di Stato sotto Obama, Tom Malinowski, riferendosi al conflitto yemenita. “Non è stato un buon affare per gli Stati Uniti”, ha aggiunto.
Ma ora il presidente Trump, che ha già espresso la sua netta opposizione all’accordo sul programma nucleare iraniano, osteggiato dall’Arabia Saudita, ha l’opportunità di ricalibrare il supporto a Riad, rilanciando i legami con il vecchio alleato. Riesaminare la strategia in Yemen è anche una possibilità per Trump di dimostrare un approccio più duro nei confronti dell’Iran e delle sue attività in tutto il Medio Oriente. Trump e alcuni dei suoi principali consiglieri, tra cui il segretario alla Difesa Jim Mattis, hanno definito in più occasioni Teheran una grave minaccia per la sicurezza americana.
Un funzionario di alto livello degli Stati Uniti, parlando a condizione di anonimato, ha detto che l’Amministrazione Trump intende ridurre l’influenza iraniana in Medio Oriente. “Cercheremo dei modi per smussare la maligna influenza iraniana nella regione. E cercheremo di farlo con tutti gli strumenti che ha il governo degli Stati Uniti – ha dichiarato il funzionario – In questo contesto, penso che si debba guardare allo Yemen”.
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