Neri e hispanici. Ossia l’america povera, quella di più recente immigrazione o quella che ha sofferto e soffre per un razzismo ancora presente in larghi strati della società: da loro dipenderà chi sarà il prossimo presidente degli Stati Uniti.
Secondo molti rilevamento, infatti, se Hillary Clinton dovesse essere eletta il prossimo 8 novembre dovrà ringraziare, per buona parte, gli elettori appartenenti alle numerose minoranze residenti nel paese. Stando a un sondaggio dei giorni scorsi, i cosiddetti “latinos” costituiscono infatti il 12% dell’intero elettorato statunitense, un dato pressoché equivalente a quello corrispondente alla comunità afroamericana. Si tratta di cifre mai raggiunte nel passato del paese, e di certo non sembrano destinate a diminuire nel futuro.
Secondo quanto rilevato nei sondaggi più aggiornati, circa il 79% del primo gruppo sarebbe propenso a votare per l’ex Segretario di Stato, mentre nel secondo gruppo la percentuale salirebbe addirittura oltre l’80%. Si tratta di cifre inferiori rispetto a quelle sfoggiate da Obama nella campagna presidenziale del 2012, ma comunque sufficienti per permettere a Clinton di marcare un importante vantaggio nei confronti di Donald Trump nella conquista ai cosiddetti “stati viola”, che da mesi vede battagliare i due candidati.
Chi sarà presidente? Hillary Clinton o l’improbabile Donald Trump dunque? Dipenderà molto dalle minoranze, infatti la grande preoccupazione della Clinton al momento è vedere la sua incapacità di spingere al voto l’elettorato afroamericano, che tanto si era mobilitato nel corso delle ultime due elezioni, rispetto alle quali è stato registrato un calo di affluenza pari al 16%.
In netta controtendenza invece l’elettorato ispanico che, probabilmente fomentato dalle ripetute dichiarazioni di Trump, continua ad aumentare. Sono infatti ben 14,7 milioni i “latinos” attesi alle urne, contro i 13,1 milioni di quattro anni fa. Cifre impressionanti, soprattutto se paragonate ai 6 milioni registrati nel 2000.
Gli aventi diritto di voto di queste due comunità possiedono la chiave per “salvare” numerose persone della loro medesima origine, che vivono e lavorano da anni sul suolo americano senza però disporre dei documenti richiesti per farlo. Una categoria spaventata da questa elezione e che teme seriamente per il proprio futuro nell’eventualità che Donald Trump diventi il 45° presidente della storia degli Stati Uniti d’America.
Argomenti: donald trump