Prima la Francia, ora la Germania. Per Angela Merkel, il burqa è un ostacolo all’integrazione. “La mia opinione è che una donna con il velo integrale abbia poche possibilità di integrarsi nella società tedesca”, ha detto ieri la Cancelliera al portale Redaktionsnetzwerk Deutschland (Rnd).
Parole non a caso. Pronunciate all’indomani del discorso del premier francese Valls sul burkini “contrario ai valori francesi”. Merkel però se ne lava in parte le mani. Ha aggiunto che spetta al ministro dell’Interno Thomas de Maizière trovare il modo di proibirne l’uso davanti ad alcune autorità o in certi luoghi pubblici, aprendo dunque all’adozione di divieti parziali.
Le parole di De Maiziere. Il ministro tedesco dell’Interno Thomas de Maizière dopo le parole della Merkel ha chiesto un parziale divieto del burqa. “Siamo d’accordo per respingere il burqa, siamo d’accordo sull’introduzione per legge del principio che di debba mostrare il volto in contesti in cui questo è necessario per la nostra società: al volante, nel corso di procedure amministrative, nelle scuole e nelle università, nella pubblica amministrazione e nei tribunali”, ha detto il capo dell’Interno dopo una riunione con i suoi omologhi conservatori a livello di Laender., la cui pubblicazione è attesa a breve, in cui dovrebbe essere chiesto il divieto di portare il burqa (e altri tipi di veli islamici come il niqab che coprono il volto) negli uffici pubblici dove è necessario farsi riconoscere, in manifestazioni e alla guida di auto. Thomas Strobl, ministro dell’interno del Baden-Wuettemberg e membro della cdu, ha spiegato appunto che il divieto di burqa potrebbe essere stabilito nel caso in cui la donna sia alla guida di un’auto, nei tribunali e in altre situazioni simili.
La richiesta Cdu/Csu. La richiesta del divieto parziale arriva dal partito di governo, Cdu/Csu, ed è annunciata in una conferenza stampa. Il burqa e il niqab, nelle intenzioni di Cdu/Csu, dovranno essere banditi dalle scuole, dagli asili e dalle università, ma anche alle manifestazioni, negli uffici pubblici, in tribunale e al volante.
Alla conferenza stampa hanno parlato tre ministri dell’Interno: quello federale e i due colleghi dei Land in cui si vota nelle prossime settimane. Difficile non assegnare alla richiesta di un divieto parziale del velo arrivata oggi dal partito di Angela Merkel un forte carattere elettorale.
“Mostrare il volto è un elemento costitutivo della nostra società”, ha spiegato il responsabile dell’Interno Thomas De Maizière, respingendo il sospetto che la Cdu/Csu tenti così di rispondere all’avanzata dei populisti dell’Afd nei sondaggi: “non ci facciamo influenzare da loro” ha sottolineato, riferendo dei risultati della riunione di ieri sera con gli omologhi dei Land. Per il politico conservatore si tratta di “un obbligo a mostrare il volto”, più che un divieto. E, più che altro, la Cdu/Csu sembra aver trovato uno slogan elettorale ad effetto.
La “Dichiarazione di Berlino” redatta dai ministri dell’Interno conservatori dovrà essere discussa sia con il resto del partito.