Migranti in rivolta
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Migranti in rivolta

I profughi economici bloccati nella terra di nessuno fra Macedonia e Grecia sfondano le barriere ed entrano a forza, molti altri fanno lo sciopero della fame<br>

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30 Novembre 2015 - 10.07


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La situazione dei rifugiati al confine meridionale della Macedonia continua a farsi sempre più tesa. Centinaia di profughi provenienti da Pakistan, Iran, Algeria, Marocco e altri Paesi, hanno trascorso la notte all’aria aperta, dato che la polizia e l’esercito macedone non hanno permesso loro di entrare nel Paese.

Le autorità di Skopje continuano ad applicare la decisione di accogliere solo i profughi provenienti da Siria, Iraq e Afghanistan, che sono considerati Paesi in guerra, ma la situazione è diventata tesa ieri sera, quando i rifugiati hanno cercato di forzare i blocchi alla frontiera. La polizia ha detto che dopo aver attraversato il recinto di filo spinato, hanno attaccato gli agenti con pietre e sono poi entrati illegalmente nel territorio del Paese.

Si trattava però di decine di rifugiati che brandivano striscioni con messaggi come “Vogliamo andare in Germania” o “Aprite i confini”. In segno di protesta contro le nuove misure, una parte dei rifugiati è entrata in sciopero della fame ed ha rifiutato aiuti umanitari. I diplomatici occidentali a Skopje hanno espresso la loro preoccupazione per la decisione di chiudere il passaggio a migranti economici , ma il ministro degli Interni, Oliver Spasovski risponde che le autorità stanno seguendo con attenzione la situazione e che agiranno nel rispetto delle misure per la sicurezza delle frontiere.

Suad Misini ,attivista per i diritti umani, pensa invece che questa selezione dei rifugiati debba essere interrotta al più presto possibile:”Questa decisione è assurda e può portare a nuovi problemi, non ci può essere selezione fra coloro che cercano protezione e chi ha altri piani, chi ha intenzione di realizzare attacchi terroristici usa modi più sofisticati per muoversi sul territorio “. l’ambasciatore italiano, Massimo Bellelli teme che la decisione di chiudere le frontiere riaprirà le vie illegali nel traffico di esseri umani: “Se i rifugiati non possono entrare in un modo nel Paese, tenteranno un altro modo. Questo aprirà nuove rotte per l’ingresso dei profughi nel territorio e c si troverà ad affrontare un nuovo problema, che sarebbe molto più difficile da gestire. In termini di sicurezza, questa azione è giustificata, ma se la situazione persiste gli effetti potrebbero essere gravi”, dichiara. “, ha dichiarato l’ambasciatore italiano.

E statistiche del Ministero degli Interni indicano che ogni giorno dai a 4 a 6 mila profughi da Siria, Afghanistan e Iraq entrano in Macedonia , dal giugno scorso sono stati 300 mila profughi sono entrati nel paese, e solo 70 di loro hanno chiesto asilo. Sulle coste greche invece all’ improvviso il flusso dei migranti in arrivo ha perso di intensità, e la cosa viene attribuita al deterioramento delle condizioni atmosferiche : questa almeno è l’opinione dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (IOM) .Solo 155 persone sono arrivate il sabato escorso sulle isole di Kalymnos, Megisti, Lesos, Chios e Kos, monitorate da OIM, mentre per tutto novembre la media era stata di 4.500 persone.

Il calo degli arrivi potrebbe essere attribuito al deterioramento delle condizioni atmosferiche, che rendono ancora più pericoloso il viaggio via mare dalla Turchia alla Grecia su piccole barche . Secondo OIM, almeno 585 persone sono annegate quest’anno nel tentativo di attraversare il Mar Egeo.Il calo degli arrivi si è percpito fino in Slovenia, dove attualmente nei centri di detenzione ci solo 116 rifugiati e migranti e 607 persone sono state trasportate in treno da Dobova in Austria.

La Macedonia ha fermato l’ingresso dei cosiddetti rifugiati economici, seguendo l’esempio di sloveni, croati e serbi, tre Stati attraverso i quali l’ondata di profughi provenienti dalla Grecia si dirige verso l’Europa occidentale. In Croazia, la polizia mercoledì ha registrato 1.808 rifugiati, che costituiscono un forte calo rispetto alla media giornaliera da metà settembre, era era di quasi 6mila al giorno.

Fonte: AP, Ibna

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