Quando si sono rivolti ai membri delle Nazioni Unite durante l’ultima sessione generale, sia Barack Obama che il presidente Putin hanno chiesto di formare una coalizione per combattere ISIS, ognuno dal suo punto di vista , ognuno con visioni contrapposte, ognuno con i propri interessi nazionali.Il presidente degli Stati Uniti era alla ricerca di partner perchè “gli Stati Uniti non possono farcela da soli”, il presidente russo si è richiamato alla coalizione antifascista della Seconda guerra mondiale e l’ assemblea l’ha guardato ad occhi sbarrati ma senza nessun commento specifico. Era chiaro che Iran e Iraq si sarbbero uniti Putin in Siria. Ma, quella che restava al centro della questione era la vera posizione della Cina , potenza mondiale che sa anche essere dura quando si tratta di cercare le risposte. E la domanda si pone anche adesso:la Cina si unirà all’azione militare della Russia in Siria?
Secondo “DEBKA”, file di report israeliano indipendente, una risposta c’è già: la portaerei cinese “Liaoning-CV-16” ha già attraccato al porto siriano di Tartus, accompagnata da un incrociatore lanciamissili, ed il tutto è accaduto nello stesso momento in cui il presidente americano Barack Obama accoglieva il presidente cinese Xi Jinping alla Casa Bianca , venerdì 25 settembre, e si parlava di amicizia tra i due paesi. E c’è molto altro.Pechino non sta trovando difficoltà nel giocare su due tavoli , corteggiando gli Stati Uniti per migliorare le relazioni, mentre allo stesso tempo, sostiene la Russia nel suo intervento militare in Siria.
Mostrando i sorrisi caldi e scambiando strette di mano nel sontuoso ricevimento sul prato della Casa Bianca, Pechino era chiaramente intenzionata a mostrare muscoli non solo nel Mar Cinese Meridionale, ma ad allearsi con il patto politico e militare russo-iraniano a sostegno della presidente siriano Bashar Assad e del suo regime. Fonti militari riferiscono a “DEBKA” che la portaerei cinese è passata attraverso il Canale di Suez il 22 settembre, un giorno dopo il vertice di Mosca tra il presidente russo Vladimir Putin e il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu.Mentre discutevano , Putin non ha fatto menzione del fatto che la nave da guerra cinese sarebbe entrata nel Mediterraneo orientale, né ha accennato alla sua destinazione. Adesso però il suo arrivo ha rovesciato l’intera situazione strategica che circonda il conflitto siriano, aggiungendo una nuova dimensione globale al sostegno militare di Mosca e Teheran per Assad.
Tutto questo è stato colto in pieno dal segretario di Stato Usa, John Kerry, che il 25 settembre ha inviato sottosegretario di Stato, Wendy Sherman – lo stesso che ha guidato il team negoziale degli Stati Uniti nei colloqui sul nucleare con l’Iran – ad annunciare che l’amministrazione Obama è pronta ad aprire un dialogo con Teheran sulla situazione in Siria, e l’ argomento è stato sollevato nell’incontro fra Kerry ed il ministro degli Esteri iraniano, Mohammed Jawad Zarif , a New York il 26 settembre.Ma se il primo diplomatico statunitense sperava di bypassare l’iniziativa russa in Siria andando dritto verso Teheran, era troppo tardi. L’Iran si sta già muovendo in avanti velocemente per aumentare la propria presenza militare nel paese devastato dalla guerra, sostenuto dal supporto a terra, aereo e marittimo di due potenze mondiali, Russia e Cina.
Questa svolta di eventi ha però un effetto altamente negativo sulla posizione strategica e militare di Israele. Si rafforza anche il leader supremo iraniano Ayatollah Ali Khamenei nella sua determinazione a trasformare l’accordo nucleare concluso nel mese di luglio in uno strumento per isolare gli Stati Uniti sul piano politico, militare ed economico in Medio Oriente, piuttosto che considerarlo una pietra miliare sulla strada per una svolta nei rapporti, come l’amministrazione Obama aveva sperato.
“DEBKA” riferisce che fonti militari hanno trovato le prove che le forze cinesi si stanno preparando ad un soggiorno prolungato in Siria. Il vettore ha schierato a Tartus solo parte del suo contingente aereo, gli aerei da guerra ed elicotteri dovrebbero schierarsi sul suo ponte entro la metà di novembre volando in direttamente dalla Cina attraverso l’Iran o trasportati con i giganteschi mezzi russi attraverso lo spazio aereo iraniano e iracheno.Questo spiega l’urgenza di stabilire una “cellula di coordinamento militare” Russia-Siria-Iran a Baghdad negli scorsi giorni. Questo meccanismo, più degli ufficiali russi avvistati a Baghdad, indica che la presenza militare di Mosca non si limita alla Siria, ma sta cominciando a sconfinare in Iraq.
La cellula di coordinamento – o stanza di guerra – è stata presentata come necessaria per iniziare a lavorare con le milizie sciite sostenute dall’Iran nella lotta allo Stato Islamico in entrambi i luoghi. Ma nell’ immediato, è urgente per il controllo del traffico pesante di voli militari russi, iraniani e cinesi in transito nello spazio aereo iracheno.
Altre fonti riferiscono a DEBKA che i cinesi spediranno alla Siria una squadriglia caccia “J-15” per le posizioni di decollo dai ponti del vettore, mentre altri velivoli saranno di stanza presso la base aerea russa nei pressi di Latakia. I cinesi saranno anche in grado di schierare elicotteri anti-sommergibile “Z-18F” e Z-18J ed elicotteri di allerta precoce “Z-18J” . Inoltre, Pechino manderà almeno 1.000 marines a combattere a fianco dei loro omologhi provenienti dalla Russia e Iran contro i gruppi terroristici.
Fonti antiterrorismo di DEBKA sottolineano anche che proprio come marines russi saranno incaricati di individuare fra le milizie ribelli le reclute provenienti dalla Cecenia e dal Caucaso, i marines cinesi cercare e distruggere i combattenti uiguri arrivati dalla regione a predominanza musulmana dello Xinjiang. Allo stesso modo in cui Putin non ha alcun desiderio di vedere i combattenti ceceni di nuovo in Russia, così anche il cinese presidente Xi vuole impedire agli uiguri di tornare a casa dai campi di battaglia siriani.
Senza alcuna dichiarazione ufficiale riguardo a questi eventi, Pechino ha chiesto colloqui di pace in Siria. Sul terreno, in Siria vuole essere un punto di riferimento per la guerra al Califfato di Russia e Cina, e le due potenze mondiali hanno scelto l’adozione di misure solide nella lotta per la propria sopravvivenza. Amano definirsi partner, non alleati. Ma l’ alleanza era nei fatti, visti i tempi che corrono. E’ vero, questa è una questione di sopravvivenza e la guerra per procura in Siria indica un conflitto ad alta intensità. Per anni si è svolta una vera e propria guerra sotto la superficie del pasticcio internazionale, ovvero dietro l’ intenzione di mantenere l’egemonia attraverso guerre per procura e cambi di regime imposti in un mondo unipolare.Le manipolazioni sui prezzi del petrolio, che hanno inferto un colpo duro al bilancio della Russia e di altri Stati, le sanzioni che causano gravi problemi anche nei paesi commercialmente connessi, le manipolazioni del mercato mondiale per mezzo delle istituzioni , così come la pura avidità aziendale a scopo di lucro, hanno reso Cina e Russia più vicine di quanto lo siano mai state.
Giusto per aggiungete un pò di colore all’ immagine, vanno citati alcuni fatti: pur sostenendo che non stanno formando un blocco, Cina e la Russia sono state spinte una nella braccia dell’altra da una politica estera arrogante degli Stati Uniti che ha causato gravi guasti,soprattutto in Medio Oriente, Nord Africae nell’Unione europea.Così, dimenticato il “G20”, al giorno d’oggi la Cina continua a esercitare la sua influenza come importante investitore in una serie di fondi e istituzioni finanziarie di sviluppo bilaterali e multilaterali. Nel 2014, ha annunciato l’intenzione di lanciare una“Infrastructure Investment Bank” asiatica con una dotazione di 100 miliardi di dollari , ed un fondo di 40 miliardi per la “Silk Road”, sia concentrandosi sulle infrastrutture regionali che aggiornando la produzione industriale e migliorando la competitività internazionale delle filiere regionali. Più di 22 paesi asiatici hanno espresso il loro interesse a partecipare al AIIB. Ma è improbabile che si tratterà di un istituto esclusivamente asiatico: a marzo il Regno Unito ha annunciato la sua intenzione di diventarne uno dei membri fondatori, ed è il primo grande paese occidentale che cerca di aderire alla banca.
Nel giugno 2009, i leader di Brasile, Russia, India e Cina avevano tenuto un primo incontro formale nella città russa di Ekaterinburg, dove ha avuto luogo la fondazione di quello che poi sarebbe stato conosciuto come BRIC . Da allora, un vertice annuale è stata organizzato in ciascun paese dell’alleanza,. Nel 2011, il Sud Africa ha partecipato come membro ufficiale per la prima volta, ed il terzo vertice BRICS si è svolto a Sanya, in Cina. I cinque paesi delineato i parametri per la futura cooperazione economica in un documento noto come “dichiarazione del vertice di Sanya”. La quarta assise dei BRICS si è tenuta a Nuova Delhi nel 2012, ed in questo vertice, i leader delle banche statali hanno firmato due accordi per la promozione della cooperazione bilaterale con le rispettive valute.Nel 2013 il quinto vertice BRICS a Durban ha segnato la creazione del “Business Council”, che sarà composto da cinque rappresentanti di ciascuno dei paesi membri, e si riunirà due volte l’anno. È stato inoltre convenuto di istituire la Banca di sviluppo BRICS, che mira ad aiutare allocare le risorse tra i paesi membri.
A partire dal 2013, i paesi BRICS hanno rappresentato circa il 40 per cento della popolazione del mondo e quasi un quinto del PIL globale, con oltre quattro miliardi di dollari in riserve estere combinato e il 17 per cento del commercio complessivo.Nel 2015, il presidente russo ha accolto paesi BRIC e subito dopo si è riunita la “Shanghai Cooperation Organization (SCO)” con un vertice il 10 luglio . Si è trattato di una seconda giornata di incontri con lo scopo di mostrare l’Occidente che Mosca ha amici e influenza altrove, nel momento in cui i legami con gli Stati Uniti e la UE sono tesi. Putin ha criticato il contingente militare a guida NATO, che ha concluso la sua missione in Afghanistan l’anno scorso, durante la riunione della SCO che riunisce Russia, Cina, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan e Uzbekistan.
Il presidente russo ha annunciato che il gruppo stava girando una nuova pagina come “il processo di inclusione Pakistan e India nell’organizzazione “. La SCO ha firmato anche un documento per iniziare la procedura di adesione per l’India e il Pakistan, rivali e dotati di armi nucleari nell’Asia meridionale ,che attualmente hanno lo status di osservatori come Iran, Mongolia e Afghanistan. I leader hanno anche firmato una dichiarazione sui risultati del raduno, in cui ribadiscono la disponibilità a continuare a lavorare sulla creazione di una Banca di sviluppo e di un Fondo di sviluppo all’interno della SCO, sostenendo la proposta della Cina di creare una cintura economica lungo la “Via della Seta” ed attraverso gli stati membri .
Infine, Cina e Russia hanno sigillato accordi petroliferi e militari del valore di diverse centinaia di miliardi di dollari, espellendo la valuta degli Stati Uniti dalla loro cooperazione commerciale bilaterale. Così dopo questi fatti oggi in Siria si assiste all’ ascesa ufficiale del mondo multipolare attraverso la battaglia ed il sangue ,come sempre quando le potenze mondiali si dividono i pezzi della torta. Sì, questa è una lotta dell’Oriente per sopravvivere. E sì, questa è anche la battaglia per il loro interesse nazionale. E sì, si combatte per un mondo diverso in cui le regole dovranno essere riscritte e si dovrà imparare a condividere il potere.
Tornando alle pseudo-coalizioni o di blocchi come nei vecchi giorni della Guerra Fredda , in Siria ne è nato un altro, che scaturisce dall’attrito fra energia di una caduta libera (Stati Uniti ei loro alleati occidentali) ed energia di una crescita libera (Cina, Russia ei loro BRICs, Shangai, alleati regionali).
(Marina Ragush)