Usa, crollo d’immagine
Top

Usa, crollo d’immagine

Secondo i sondaggi oggi il russo medio è più preoccupato dell’ economia che della situazione internazionale, però ai suoi occhi il mito americano nel giro di vent’anni è crollato<br>

Usa, crollo d’immagine
Preroll

redazione Modifica articolo

10 Settembre 2015 - 10.42


ATF

Intorno alla Russia continua a stringersi il blocco economico e le pressioni occidentali alimentano la constatazione che “ nulla è come prima”, e nessun cittadino può vivere come ha vissuto prima. La gamma di prodotti occidentali che si può trovare nei negozi è limitatq, quelli “di lusso” come gli articoli per l’igiene o i profumi paiono scomparsi, quelli di produzione nazionale che vorrebbero sostituirli sono insufficienti o mancanti. In estate si può più così facile. Nelle finanze del Paese l’esportazione di energia non contribuisce a più ad un grandi flussi di bilancio, ed a causa della zoppicante economia il cittadino medio combatte con i costi. Ad una famiglia media sono necessari almeno 22.755 rubli – qualcosa in più di 300 euro- per arrivare a fine mese, e questa somma è di due volte e mezzo superiore al costo minimo di vita, secondo le statistiche nazionali.

Secondo il Centro di Stato per la pubblica opinione, che ha appena svolto un sondaggio in proposito, le coppie russe vogliono vivere in città piuttosto che in campagna, ma risiedere a San Pietroburgo costs in media 25.153 rubli al mese (360 euro), mentre in campagna ce la si può cavare con 17.414 rubli (250). Viene considerata famiglia povera quella il ​​cui reddito mensile non supera 11.173 rubli (150 euro ) o i 10.050 (140) ) nel caso della famiglia di un villaggio.

Altri enti (nazionali per la ricerca finanziaria hanno condotto un sondaggio la scorsa primavera concludendo che “il sette per cento dei russi conduce una vita dura”, un quarto degli intervistati ha detto di avere soldi per il cibo ma non per i vestiti. Eppure, nonostante questo, le statistiche statali tengono il punto e saffermano che il costo minimo della vita è di 9.662 rubli (130 euro al mese) ed a giugno il salario medio ha raggiunto i 35 930 rubli (più di 500). Anche se ,ammettono, il numero dei russi “sotto soglia di povertà” è aumentato a 22 milioni e 900 mila anime, che rappresenta a sua volta il 15,9 per cento della popolazione.

I russi sono bene informati circa i conflitti armati nella parte orientale dell’Ucraina. Tuttavia, un sondaggio condotto dall’istituto indipendente “Levada” di Mosca dimostra che in prima linea nei loro di interessi ci sono crisi economica e impoverimento in relazione alla condizione materiale di prima del blocco. Anche l’inflazione e l’aumento delle disuguagliaze per essi sono più interessanti del conflitto in Ucraina, anche se il conflitto è una delle dieci cose che motivano la loro preoccupazione. La crisi in Ucraina comunque è menzionata dal 22 per cento degli intervisiati, mentre il 78 per cento si dichiara “preoccupato per l’inflazione”, ed il 42 per cento “, preoccupato per la crescita della povertà ” ,mentre un 36 per cento teme ha paura di un aumento della disoccupazione”. L’inflazione è aumentata, del 15 per cento, e le valutazioni del dipartimento governativo per lo sviluppo economico dicono che la crescita sarà inferiore al previsto , e nel 2016 sarà dell’uno e due per cento.

Il sondaggio del “Levada Center” conferma poi che nella scala dei valori sociali russi continuano a resistere, nonostante la pressione “promozionale” dagli altri, restano salde le concezioni della società e della morale. Quando è stato chiesto loro che cosa è più importante, se sposarsi , avere un figlio, educare se stessi o avviare un “business” e viaggiare per il mondo, la maggior parte della popolazione di età inferiore ai 30 anni fissa le sue risposte nella “scelta patriarcale”.

Due giovani su tre (65 per cento) dicono che la cosa più importante è educare se stessi. Poi, nel 56 per cento dei casi, cita un buon matrimonio. Per il genere femminile della stessa età, viene prima “sposarsi” (77 per cento degli intervistati), e poi “un figlio” (75 per cento), dunque”educare se stessi” (60 per cento). Buone notizie per i demografi che hanno a cuore il tasso di natalità.

Seguono altre scelte che si collocano su una scale diversa rispetto ai valori occidentali: in scala d’importanza, per gli uomini seguono “una carriera” (52%), “acquistare un alloggip” (46%), “di avere figli” (40%), “comprare un’automobile” (30%), “innamorarsi” (26 %) “avviare un business” (20%), “viaggiare” (17%), ” imparare a cucinare” (9%) e “fare della carità” (9%). Fra le ragazze, subito dopo le prime tre scelte vengono “imparare a cucinare” (52%), “innamorarsi” (32%), “avere una carriera” (19%), “viaggiare” (18% ), “comprare un alloggio” (14%), “impegnarsi nella carità” (8%), a “comprare una macchina” (6%), a “avviare un business” (4%) e “fare il servizio militare (3%).Le risposte indicano che “la società russa rimane a gestione fermamente conservatrice, soprattutto se vista nei ruoli di genere”, come richiesto dalla tradizione (“la donna è quella che partorisce, l’uomo dà sostegno alla famiglia”), commentato il sociologo Karina Pipija. “Fenomeni come il femminismo, le donne che non vogliono avere figli o il movimento LGBT restano al di fuori del processo socialmente approvato,”, aggiunge.

Resta inteso che i sociologi sottorranno ad ulteriori analisi i risultati della ricerca, ma la loro prima conclusione suggerisce che la risposta dovrebbe essere vista nel contesto della situazione politica nel Paese. Questo è particolarmente vero nell’atteggiamento verso l’esercito: “Il sondaggio di Levada come diverse altre indagini dimostrano che in Russia, l’esercito incontra sempre più rispetto[b/]“, ha scritto il quotidiano filo-occidentale “Moscow Times”. Un aaltro recente sondaggio conferma questo elemento: il 39 per cento dei russi “pensano all’esercito come un modello per la società”, mentre il 40 per cento di loro ritiene che la “influenza dell’esercito del Paese dovrebbe essere aumentata.”
Negli ultimi due anni il numero di persone che credono si debba servire nell’esercito continua a salire, dice ancora l’indagine del “Levada Center”, ed il fenomeno è incoraggiato, insieme ad altri tipi di cose, dalla situazione geopolitica e la mobilitazione generale”.Due terzi dei russi inoltre “approvano il lavoro dei militari per il governo”, un altro 67 per cento è” contrario alla conquista del da parte di militari” mentre solo il sei per cento si augura invece che questo avvenga” al più presto possibile”.

Nelle difficili circostanze , esterne ed interne in cui vive la Russia , la[b] popolarità del presidente Vladimir Putin tra gli elettori è oscillante. Le persone che, al momento della crisi bellica ucraina appoggiavano il leader andavano oltre l’80 per cento , adesso che si comincia a sentire il prezzo economico della disobbedienza ai dettami degli Usa d’America il supporto cala leggerente, ma rimane molto forte. A maggio Putin riscuoteva la fiducia di “solo” il 72 per cento degli intervistati. Ma già ad agosto l‘indice di gradimento è schizzato all’83 per cento,e dunque le piccole deviazioni non cambiano il grande stato d’animo di supporto.

Gli analisti di questo fenomeno, anche quelli occidentali, non negano che il rating della popolarità di capo della Russia sia “estremamente alto rispetto standard internazionali e storici”,e confermano il fatto che i russi sostengono Putin ” per la sua risposta a i problemi politici in Ucraina”. Inoltre l’ annessione della Crimea e la confutazione delle azioni dell’Occidente incoraggiano la febbre patriottica .Secondo il Levada Center, per Putin il livello di approvazione più basso è stato toccato nel novembre 2013, ha dichiarato con il 61 per cento degli intervistati, per salire a più dell’80 allo scoppio della crisi , nei primi mesi del 2014 .

All’interno della piccola parte di russi che esitano a dichiarare sostegno, molti addebitano al presidente dalla responsabilità per il deterioramento delle condizioni di vita. Costore sono inclini a credere che Putin “non disponga di un quadro completo della nuova situazione” (56 per cento degli intervistati dal Levada Center), o che i suoi consiglieri e alleati più stretti “nascondano al presidente la verità sulla situazione nel paese “(14 per cento degli intervistati). Tuttavia, il 31 per cento di loro accetta il fatto che Putin “sa che cosa sta accadendo” in Russiaed è il possesso di “informazioni veritiere”.

È Putin il colpevole di un abuso di potere che si è ritorto contro il suo Paese? Un quinto degli intervistati (22 per cento) giudica il presidente “innocente”, due volte in più rispetto al mese di aprile 2012. Quali russi pensano invece che gli Stati Uniti abbiano determinato le circostanze di politica estera in cui la Russia è stata spinta? Un altro sondaggio dello scorso luglio ha chiesto agli intervistati di elencare le cose che pensano caratterizzino gli Stati Uniti, e le risposte sono state le seguenti.

Per il 15 per cento degli intervistati Stati Uniti costituiscono “un’erosione della terra della morale, ed un incoraggiamento della criminalità diffusa”, secondo un altro 15 per cento, l’America è “un paese senza calore nei rapporti interpersonali” e per il 12 per cento si tratta di “un Paese con i più alti standard di vivta. ” Inoltre, undici per cento degli intervistati ritiene che gli Stati Uniti siano caratterizzati da “un ampio divario tra ricchi e poveri”, mentre il nove per cento crede che l’America è segnata dalla “discriminazione razziale”.
I sociologi hanno attirato l’attenzione sulla brusca svolta nella percezione russa dell’ America in relazione al 1990 – quando i russi nelle caratteristiche degli Stati Uniti osservavano soprattutto “l’alto tenore di vita”, “il successo basato sui propri sforzi di individui “e” scienza e tecnologia altamente sviluppate “.

Tale calo drastico nella valutazione dopo un quarto di secolo ha attirato l’attenzione del regista Valery Fyodorov, il quale diceche a quel tempo – gli anni settanta e ottanta del secolo scorso – la gente aveva perso fiducia nel sistema sovietico collocando come alternativa, nella loro visione gli Stati Uniti.

“Poi però, negli anni novanta, le persone hanno preso a confontarsi con la realtà dello Stato americano anche di fronte ai suoi interessi ed ai suoi errori. Verso la fine degli anni novanta, dopo i bombardamenti della Nato sulla Jugoslavia, si è diffuso un grande senso di delusione verso gli Stati Uniti. Nel 1990, durante la disintegrazione dell’Unione Sovietica, gli Stati Uniti erano stati idealizzato, tutti li vedevano come superiori ai russi,e molti pensavano di andarci a vivere. Poi, nel corso del tempo, queste idee hanno ceduto a cambiamenti drammatici. E dopo il crollo finanziario russo nel 1998, il bombardamento della Jugoslavia nel 1999, l’invasione dell’Iraq nel 2003 e la guerra dei cinque giorni con la Georgia nel 2008 l’America è stata vista con occhi diversi. E ormai da diversi anni l’atteggiamento del russo medio nei confronti degli Stati Uniti è diventato negativo”.

I russi , aggiunge Alexei Gra?dankin, direttore del “Lavada”, hanno avuto la possibilità di riconoscere la manipolazione da parte delle autorità politiche americane, quella dei gruppi di opposizione in Georgia e Ucraina, e dunque l’immagine degli Usa ai loro occhi si è rovesciata. “La maggior parte dei russi vuole sentirsi parte di un insieme più grande, e se vedono che il loro Paese è ora in conflitto con altri si uniscono per il bene delle cose comuni – continua Gra?dankin – in tempi come questi si cerca un senso di missione nella vita”.

I sondaggi dicono che che l’81 per cento dei russi gennaio o il 70 per cento a luglio nutrono un sentimento negativo verso l’America, ed anche se gli osservatori filo-occidentali tendono ad attribuire tutto questo alla “propaganda del governo”, i sociologi negano il valore di tali interpretazioni.
“In epoca sovietica, la propaganda era in grado di convincere la gente che negli Stati Uniti erano tutti i cattivi, ma oggi questa non è certo la propaganda dello Stato. Più che con la propaganda certi punti di vista coincidono con le proprie convinzioni”, conclude Gra?dankin.

Petar Popovic, Balkan Magazin

Native

Articoli correlati