Sanzioni sì, sanzioni no. Mentre l’Europa pensa se prolungare o meno le misure economiche contro la Russia, il primo ministro di Mosca Dmitry Medvedev e il premier sloveno Miro Cerar si sono incontrati a Lubiana. Il messaggio che i due hanno lanciato ai partner internazionali è stato chiaro:abolire le sanzioni è nell’interesse di tutti.
Medvedev parla anche del gasdotto Turkish Stream. “La Russia – ha detto – costruirà l’infrastruttura fino all’hub sul confine tra Turchia e Grecia, poi sta all’Unione europea decidere se e come svilupparlo”. Si ricorda che alla nuova pipeline hanno già dato una sorta di assenso di massima, Macedonia, Serbia, Ungheria e, seppur timidamente, anche Slovenia.
Proprio la Slovenia è il primo Paese dell’Unione europea in cui si è recato il premier russo dopo l’entrata in vigore della sanzioni a seguito della crisi in Ucraina.
Che le sanzioni introdotte contro la Russia dall’Unione europea abbiano danneggiato le economie di tutti i Paesi è ormai chiaro. “Poiché non è stata la Russia ad aver iniziato la strategia delle sanzioni, ma l’Ue, ci aspettiamo che sia proprio Bruxelles ha ritirarle per prima”, afferma Medvedev.
Nell’incontro a Lubiana il premier sloveno ,Miro Cerar ha rassicurato Medveved dicendo che la posizione della Slovenia in merito alle sanzioni rimarrà invariata, ovvero moderata. Cerar e il suo governo si impegneranno, inoltre, per far sì che le sanzioni vengano presto abolite.
I rapporti commerciali sull’asse Mosca-Lubiana, sono comunque buoni e si basano su relazioni datate nel tempo.“I prodotti farmaceutici sloveni sono ben noti in Russia e – dice Medvedev – la gente ha piena fiducia nei farmaci provenienti da questo Paese. Per quanto riguarda il commercio , che è dominato dalle materie prime, anch’esso risente delle sanzioni e del calo dei prezzi nel mercato dell’energia. È chiaro – ha aggiunto il premier russo – che sia l’Ue che la Russia stanno soffrendo la situazione geopolitica ed economica in atto, in quanto nessuno può trarre vantaggi da una riduzione degli scambi commerciali. Oggi le imprese europee sono sempre più preoccupate per le perdite subite ,che a detta degli economisti si aggirano intorno alle decine di miliardi di euro”.
Il primo ministro di Mosca si è soffermato a spiegare la situazione russa, non tanto indebolita dalle sanzioni, ma quanto dai vari squilibri interni.
“Per far fronte a tale situazione è stato ideato uno speciale piano-anticrisi. Sono state introdotte delle misure per fornire il sostegno necessario al sistema impresa. Le banche stanno dando il loro contributo, e ciò ci permette di concentrarci su grandi progetti infrastrutturali, utilizzando inoltre la strategia dei partenariati pubblico-privati a favore delle piccole e medie imprese e cercare di tenere poi sotto controllo sia il bilancio che la disoccupazione. Attualmente la Russia ha un surplus commerciale. Le esportazioni sono in aumento e la domanda dei consumatori sta salendo. Ci aspettiamo – ha detto Medvedev – che la Russia possa riprendere la strada della crescita economica già entro la fine di quest’anno o al più tardi nel 2016. Come misure anti-crisi, il governo sta perpetrando i suoi sforzi per diversificare l’economia e creare le condizioni per una crescita economica sostenibile. Stiamo lavorando sui problemi sistemici a lungo termine, come il miglioramento del clima imprenditoriale e un maggior sostegno alle imprese piccole e medie”.
Dalla Russia si augurano che le ragioni economiche e commerciali possano alla fine prevalere sulle idee politiche perché come ribadito più e più volte lo scambio di sanzioni non giova a nessuno.
“La Russia ha bisogno dell’Europa e l’Europa della Russia”, ha esclamato Medvedev.
A detta del primo ministro moscovita c’è poi l’intenzione della Russia di implementare le partership con i Paesi BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sud Africa) al fine di rafforzare l’associazione tra i Paesi con le maggiori economie emergenti e compiere altri passi verso la costituzione di un sistema commerciale globale attraverso accordi bilaterali che non siano basati esclusivamente sul petrodollaro.
Medvedev e Cerar hanno sottolineato l’importanza del dialogo anche per il raggiungimento della stabilità economica e politica nei Balcani occidentali. La cooperazione bilaterale, soprattutto quella economica, è stata, infatti, al centro dei colloqui di Lubiana:Cerar ha voluto poi porre l’accento sul ruolo della commissione intergovernativa istituita appositamente per implementare i progetti comuni in alcuni settori importanti come la farmacia e l’ “high tech”.
L’incontro tra i due politici è stata anche l’occasione per sottoscrivere un programma triennale sulla cooperazione in diversi ambiti, dalla cultura, alla scienza, passando per sport, salute e giustizia. È stato, inoltre, firmato un memorandum d’intesa per i rapporti con mercati terzi.
Tra gli altri temi affrontati l’integrità territoriale dell’Ucraina, la lotta al terrorismo e lo sviluppo economico dei Balcani.
Il primo ministro russo ha concluso la sua visita invitando Cerar a Mosca, incontro che deve ancora essere definito nei dettagli.
Fonte: Delo – Vecer