Le forze di sicurezza marocchine hanno smantellato alcune cellule dell’Isis, in contatto tra di loro, che agivano in alcune importanti città del Regno e che stavano pianificando una campagna di attentati a personalità politiche del Paese.
Le autorità di Rabat non hanno precisato né quando le operaizoni si sono svolte, né il numero degli arrestati. La retata è stata realizzata dall’Ufficio centrale d’investigazioni giudiziarie, un organismo appena creato.
Ne danno notizia, stamattina, alcuni siti, specificando che l’operazione, condotta dal Bcij (il Bureau central d’investigation judiciaire, la polizia federale marocchina), ha interessato le città di Agadir, Tangeri, Laayoune, Boujaad, Tiflet, Marrakech, Taroudant, Ain Harouda e Laayoune.
Gli investigatori hanno sequestrato armi e munizioni che, secondo quanto comunicato dal Ministero dell’Interno, «dovevano servire all’esecuzione di omicidi di personalità politiche, militari e civili».
Secondo un comunicato del ministero dell’Interno citato dall’agenzia ufficiale Map, i membri di questa rete facevano riferimento all’Isis e puntava a “lanciare attacchi contro elementi della sicurezza per impadronirsi delle loro armi”. Inoltre si erano attivati “nel reclutamento e l’invio, attraverso un finanziamento dall’estero, di giovani marocchini” in Siria e Iraq.