Papa Francesco, fin dal primo discorso pronunciato a Manila, il saluto al presidente Benigno N. Aquino, ha sollecitato oggi “un fermo rifiuto di ogni forma di corruzione che distolga risorse dai poveri, e determini la volonta’ di uno sforzo concertato per includere ogni uomo, donna e bambino nella vita della comunità”.
Secondo il Pontefice, “le Filippine hanno piu’ che mai bisogno che i dirigenti politici si distinguano per onesta’, integrita’ e responsabilita’ verso il bene comune”. In questo modo “potranno preservare le ricche risorse umane e naturali con cui Dio ha benedetto questo Paese”. E saranno in grado di fornire le risorse morali necessarie ad affrontare le istanze del presente, e trasmettere alle generazioni future una societa’ veramente giusta, solidale e pacifica”.
Secondo Francesco, bisogna “Riconoscere e combattere le cause della disuguaglianza e dell’ingiustizia, profondamente radicate, che macchiano il volto della societa’, in palese contrasto con l’insegnamento di Cristo”. Nelle Filippine la distanza tra le poche famiglie benestanti e la massa del popolo e’ enorme: oltre un quarto della popolazione (il 27 per cento su circa 100 milioni di abitanti) vive sotto la soglia di povertà mentre il patrimonio dei quaranta filippini piu’ ricchi nel paese, secondo la rivista Forbes, rappresenta il 76 per cento del prodotto interno lordo.
“Il Vangelo chiama ogni singolo cristiano – ha affermato Francesco salutando il presidente Benigno N. Aquino – a vivere una vita onesta, integra e impegnata per il bene comune. Ma chiama anche le comunita’ cristiane a creare ‘circoli di onesta”, reti di solidarieta’ che possono estendersi nella societa’ per trasformarla con la loro testimonianza profetica”.
Lodando l’iniziativa dei vescovi di proclamare il 2015 appena iniziato come “l’Anno della poverta’”, Bergoglio ha ricordato che “la riforma delle strutture sociali che perpetuano la poverta’ e l’esclusione dei poveri, prima di tutto richiede una conversione della mente e del cuore”.