I leader mondiali marciano contro il terrore
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I leader mondiali marciano contro il terrore

C'erano tutti. I grandi del mondo hanno voluto dare il loro contributo dimostrando vicinanza al presidente Hollande e alla Francia intera.

I leader mondiali marciano contro il terrore
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11 Gennaio 2015 - 16.16


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I leader di mezzo mondo hanno deciso di aderire alla marcia di oggi di Parigi e dopo un minuto di silenzio per ricordare le vittime, il presidente francese Francois Hollande, visibilmente commosso, ha abbracciato uno ad uno i Capi di Stato internazionali presenti. Il loro percorso è durato solo 200 metri, ma rimarrà nella storia.

La lista delle personalità che ha partecipato è lunghissima, includendo anche qualche nome a sorpresa, come quello del capo della diplomazia di Mosca Serghiei Lavrov, che giungerà a Parigi a capo di una delegazione russa. C’era anche il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu, la cui partecipazione era stata esclusa in un primo momento per ragioni di sicurezza. Hanno partcipato anche il re di Giordania Abdallah II e la regina Rania. Anche il presidente dell’Autorità nazionale palestinese Abu Mazen era alla Marcia repubblicana.

I nomi

L’ex presidente e segretario dell’UMP Nicolas Sarkozy, gli ex primi ministri Alain Juppé, François Fillon e Jean-Pierre Raffarin, il sindaco socialista di Parigi Anne Hidalgo e il suo predecessore Bertrand Delanoë, i responsabili di tutti i grandi partiti francesi, da Jean-Luc Mélenchon, del Parti de gauche, a Nicolas Dupont-Aignan, leader di Debout La France, a François Bayrou, del partito centrista MoDem. Mancherà il leader del Front National, Marine Le Pen, che manifesterà invece a Beaucaire dans le Gard. E poi le autorità religiose: Joël Mergui (presidente del Concistoro centrale israelita), Moché Lewin (direttore esecutivo della Conferenza dei rabbini europei), Roger Cukierman (presidente del Consiglio rappresentativo delle istituzioni ebraiche di Francia), Monsignor Stanislas Lalanne (vescovo di Pontoise), Monsignor Pascal Delannoy (vescovo di Saint-Denis) in rappresentanza della Conferenza episcopale francese.

Non potevano mancare i politici europei: il cancelliere tedesco Angela Merkel, il premier britannico David Cameron, il premier italiano Matteo Renzi, il primo ministro spagnolo Mariano Rajoy, il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz, il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, il primo ministro danese Helle Thorning-Schmidt, il primo ministro belga Charles Michel, il primo ministro olandese Mark Rutt, il primo ministro greco Antonis Samaras, il primo ministro portoghese Pedro Passos Coelho, il primo ministro ceco Bohuslav Sobotka, il primo ministro lettone Laimdota Straujuma, il primo ministro bulgaro Boïko Borisov, il primo ministro ungherese Viktor Orban, il primo ministro croato Zoran Milanovic, il primo ministro lussemburghese Xavier Bettel, il presidente romeno Klaus Iohannis e il presidente della Confederazione svizzera Simonetta Sommaruga.

Anche dal resto del mondo sono accorsi numerosi: il ministro della Giustizia Usa Eric Holder, il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu e il capo della diplomazia di Tel Aviv Avigdor Lieberman, il presidente palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen), il re di Giordania Abdallah II e la regina Rania, il ministro della Sicurezza pubblica canadese Steven Blaney, il capo della diplomazia russa Sergei Lavrov, il presidente del Kosovo Atifete Jahjaga, il primo ministro albanese Edi Rama, il primo ministro turco Ahmet Davutoglu, il primo ministro georgiano Irakli Garibachvili, il presidente ucraino Petro Poroshenko, il primo ministro tunisino Mehdi Jomaa, il presidente del Mali Boubacar Keïta, il ministro degli Esteri degli Emirati arabi uniti sceicco Abdallah ben Zayed Al-Nahyane, il ministro degli Esteri algerino Ramtane Lamamra, il presidente del Gabon Ali Bongo, il presidente nigeriano Mahamadou Issoufou, il presidente del Benin Thomas Boni Yayi, il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg.

La giornata in Eliseo – Hollande aveva aperto la giornata della grande marcia repubblicana contro il terrorismo, incontrando i rappresentanti della comunità ebraica francese. All’incontro partecipano anche il premier Manuel Valls e i ministri dell’Interno Bernard Cazeneuve. All’Eliseo c’erano, tra gli altri, il grande rabbino di Francia Haim Korsia e il presidente del Consiglio che rappresenta le istituzioni ebraiche di Francia (Crif), Roger Cukierman.

Sempre a Parigi, poi, il vertice dei ministri dell’Interno e della Giustizia per discutere di misure per la lotta al terrorismo. Sul posto è arrivato il ministro Angelino Alfano. Ha partecipato anche il Commissario europeo all’Immigrazione e Affari interni, Dimitris Avramopoulos e il coordinatore Antiterrorismo Ue Gilles De Kerkhove ed i ministri Usa della Giustizia Eric Elder e quello canadese della Sicurezza pubblica Steven Blaney. In tutto le delegazioni erano 15, 11 di queste di Paesi Ue.

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