Scozia indipendente, testa a testa tra sì e no
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Scozia indipendente, testa a testa tra sì e no

Alla vigilia del voto, i sondaggi danno in leggero vantaggio il fronte degli unionisti. Bill Clinton: restate uniti.

La Scozia al voto: referendum sull'indipendenza
La Scozia al voto: referendum sull'indipendenza
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17 Settembre 2014 - 12.01


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La Scozia è chiamata a decidere del proprio futuro: domani si svolgerà uno storico referendum sull’indipendenza dal Regno Unito. Si prospetta un testa a testa tra sì e no, con gli unionisti leggermente in vantaggio. Il Daily Telegraph ha spiegato che secondo le rivelazioni effettuate negli ultimi giorni il “No” sarebbe al 52% e mentre il “Sì” all’indipendenza è al 48%, escludendo però dal sondaggio gli indecisi, sui quali in queste ultime ore di campagna elettorale si stanno concentrando le attenzioni dei due schieramenti. Calcolando anche gli indecisi, il sondaggio Opinium per il Daily Telegraph segnala il “No” al 49%, il “Sì” al 45% e gli indecisi al 6%. Un altro sondaggio, realizzato da Icm e pubblicato sulla Scotsman, gli unionisti sono al 45%, gli indipendentisti al 41%, con il 14% degli scozzesi ancora indecisi su come votare.

E’ arrivato anche l’ultimo appello del leader degli indipendentisti, Alex Salmond, che in una lettera aperta agli scozzesi ha scritto: “Sì, facciamolo. Lo spazio per le parole è quasi esaurito. Restiamo noi, la gente che vive e lavora qui. Gli unici che votano, coloro che contano. Il futuro della Scozia, il nostro paese, è nelle nostre mani”. Alex Darling, sostenitore del No, ha attaccato duramente il leader degli indipendenti, utilizzando un gergo calcistico: “Alex Salmond non gioca nella squadra della Scozia” aggiungendo: “Io non me ne vado. Questo è il mio paese. Dobbiamo lavorare tutti insieme per ottenere il meglio possibile per la Scozia”.

Leggi anche:  Referendum: continua il testa a testa ma il No è in crescita, soprattutto tra i giovani


Bill Clinton: restate uniti.
Anche gli Usa si schierano a favore degli unionista tramite le parole dell’ex presidente Bill Clinton, che ha sottolineato i rischi dell’indipendenza, soprattutto dal punto di vista economico. Infatti in Scozia rimarrebbe in auge la sterlina, ma senza il sostegno del Regno Unito, si potrebbe innescare un periodo di incertezza econimica. “Si può restare uniti e mantenere la massima autodeterminazione – ha detto Clinton -. Si deve inviare un forte messaggio di unità in un mondo lacerato da conflitti di identità: è possibile rispettare le nostre differenze pur vivendo e lavorando insieme”.

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