Russia pronta alla guerra in Crimea
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Russia pronta alla guerra in Crimea

Kerry ammonisce Putin: cambieranno le relazioni tra i due Paesi, deve fermarsi. A Mosca cortei pro e contro l'invasione della Crimea. L'appello del Papa.

Russia pronta alla guerra in Crimea
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2 Marzo 2014 - 19.19


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Tensione ancora alle stelle in Ucraina: il presidente russo Vladimir Putin è pronto ad invadere il territorio con le truppe già dispiegate in Crimea. Il presidente Usa Obama ha avuto una lunga telefonata di 90 minuti con Putin nella quale ha spiegato di essere pronti ad aiutare il governo di Kiev. Mosca si difende: “in diritto di tutelare i nostri interessi in Ucraina”. Oggi a Bruxelles riunione straordinaria degli ambasciatori Nato.

Nel pomeriggio il Parlamento ucraino ha approvato con 300 voti a favore una richiesta indirizzata a Vladimir Putin affinché ritiri le truppe russe dal territorio ucraino. “La Rada – si legge nel testo – insiste per il rispetto rigoroso degli accordi per la presenza della flotta russa del Mar Nero e chiede che le truppe si ritirino immediatamente nei luoghi loro riservati. Qualsiasi spostamento di mezzi militari russi può avvenire solo con il consenso degli organi competenti ucraini”. La Russia “ci ha dichiarato guerra, siamo sull’orlo del disastro”, ha detto il premier ucraino Arseni Iatseniuk.

Intanto l’esercito russo ha questa mattina ha assaltato di un reparto della Marina militare ucraina a Sebastopoli: lo scrive un deputato del partito Udar, Dmitri Bolotserkovets, citato dall’agenzia Unian e dal quotidiano Ukrainskaia Pravda, secondo cui un ufficiale ucraino inviato per trattare è stato fatto prigioniero. In un locale sarebbe scoppiato un incendio. I militari ucraini hanno bloccato un mezzo blindato russo e si preparano alla difesa, mentre lungo il perimetro della caserma sono disposti uomini armati di mitra.

Un portavoce dell’amministrazione della Repubblica autonoma di Crimea ha riferito che una decina di navi da guerra della flotta ucraina del Mar Nero ha lasciato Sebastopoli, in Crimea, volontariamente.

Le guardie di frontiera russe hanno riferito oggi che negli ultimi due mesi sono arrivati in Russia 675mila cittadini ucraini, evocando «segni evidenti di una incombente catastrofe umanitaria». «In caso di prosecuzione del ‘caos rivoluzionario’ in Ucraina, centinaia di migliaia di profughi affluiranno nelle regioni russe confinanti con l’Ucraina».

Vertice a Palazzo Chigi – Oggi a Palazzo Chigi il premier Matteo Renzi ha tenuto un vertice con i ministri di Difesa ed Esteri, Roberta Pinotti e Federica Mogherini sulla crisi ucraina. Dalla riunione emergerà la posizione italiana in vista del Consiglio Esteri straordinario di lunedì a Bruxelles, al quale parteciperà la titolare della Farnesina.

“Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che ha parlato nel pomeriggio con la cancelliera tedesca Merkel e il presidente francese Hollande, segue con costante attenzione e con estrema preoccupazione gli sviluppi della situazione in Crimea in stretto contato con partner europei e internazionali”. Lo riferisce una nota di Palazzo Chigi.

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“L’Italia rivolge alla Russia un forte appello a evitare azioni che comportino un ulteriore aggravamento della crisi e a perseguire con ogni mezzo la via del dialogo”, hanno dichiarato i ministri Pinotti e Mogherini. “Al tempo stesso – prosegue la nota di Palazzo Chigi – il governo italiano esorta le autorità di Kiev a promuovere ogni sforzo volto alla stabilità e alla pacificazione del Paese nel rispetto della legalità e della tutela delle minoranze”.

“Il governo italiano si associa alle pressanti richieste della comunità internazionale affinché sia rispettata la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina. Violazioni di tali principi sarebbero per l’Italia del tutto inaccettabili”.

“Certamente guardiamo con preoccupazione a quello che sta avvenendo. Io penso che la prima esigenza è quella di evitare che inizi un’escalation con l’uso della forza e trovare una soluzione politica”. Così il ministro della Difesa, Roberta Pinotti. “In questo momento la comunità internazionale deve cercare di fare in modo che l’escalation non arrivi a scontri effettivi. Questo è quello che deve essere il nostro impegno in questo momento”, ha aggiunto al termine del vertice a Palazzo Chigi.

A Mosca manifestazioni pro e contro invasione – Intanto è stata organizzata per oggi una manifestazione a Mosca pro e contro l’invasione russa in Ucraina. Gli oppositori all’intervento armato si sono mobilitati via internet su Vkontakte, il Facebook russo, e si sono dati appuntamento alle 13.00 ora locale (le 10 in Italia) davanti al ministero della difesa, a due passi dal Cremlino. Gli iscritti al flash-mob sono per ora 2000.

I sostenitori dell’invasione invece marceranno da piazza Pushkin a corso Sakharov: si tratta di organizzazioni patriottiche di giovani, studenti e veterani, compresa l’ala giovanile del partito putiniano Russia Unita. La partenza del corteo è prevista alle 17 ora locale (le 14 in Italia). In campo «a sostegno di Sebastopoli» e «contro l’ascesa al potere dei nazionalisti-banderovtsi» (come vengono chiamati i manifestanti del Maidan fan del controverso eroe ucraino Bandera, ndr) anche i biker tanto amati da Putin: guidati da loro leader, Aleksandr Zaldostanov detto il chirurgo, cavalcheranno le loro moto lungo l’anello dei Giardini, a partire dalle 14.20 locali (11.20 in Italia).

Intanto sono già una quarantina le persone fermate nella manifestazione davanti al ministero della Difesa a Mosca contro l’intervento militare russo in Ucraina. La polizia sta effettuando i primi fermi anche tra gli attivisti, circa 500, che si sono radunati nella piazza del Maneggio, vicino al Cremlino.

Militari in Crimea passano con i filo-russi – I militari dei reparti dell’esercito ucraino dislocati in Crimea passano in massa dalla parte delle autorità locali filorusse. Molte caserme, infatti, sono state abbandonate insieme agli arsenali, quest’ultimi presi in consegna dalle forze di autodifesa della Crimea. I militari che non si affidano alle autorità locali presentano le loro dimissioni.

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Obama a Putin: via le truppe – L’America condanna fortemente di Putin per le ultime azioni militari in Ucraina e ammonisce ulteriormente Mosca contro il ricorso della forza in difesa delle popolazioni di origine russa. Mentre le tv di tutto il mondo diffondevano le immagini delle esercitazioni militari russe al confine della Crimea e le operazioni in corso nella regione autonoma ucraina, il Presidente Obama, riferisce la Casa Bianca, ha parlato al telefono con Putin facendo presente che «gli Stati Uniti chiedono alla Russia di abbassare il livello di tensione, ritirare le forze nelle basi di Crimea e astenersi da qualsiasi interferenza altrove in Ucraina». Questa è la seconda telefonata intercorsa tra i due leader in poco più di una settimana, giorni che hanno visto l’epicentro della crisi spostarsi rapidamente da Kiev a Simferopol, la capitale della Crimea, e a Sebastopoli, roccaforte della flotta militare russa. Durante i 90 minuti di conversazione Obama non ha risparmiato toni duri alla controparte.

Toni che aveva utilizzato anche l’altro ieri, avvertendo la Russia che un suo intervento militare non sarebbe stato senza «costi». Secondo quanto riportato dalla Casa Bianca a margine della telefonata, il Presidente Usa ha infatti dato voce alla sua «profonda preoccupazione per l’evidente violazione della sovranità Ucraina e della sua integrità territoriale». Cosa che – si legge – «infrange il diritto internazionale, incluso gli obblighi sottoscritti dalla Russia con la Carta delle Nazioni Unite e l’accordo militare del 1997 con l’Ucraina e che è anche in contraddizione con il Memorandum di Budapest del 1994 e con l’Atto Finale di Helsinki». Dopo aver condannato l’intervento militare della Russia in territorio ucraino, «abbiamo sempre affermato – ha detto Obama a Putin – che riconosciamo gli storici e profondi legami (ndr della Russia) con l’Ucraina e la necessità di proteggere i diritti dell’etnia russa e delle minoranze in Ucraina».

Kerry: Putin deve fermarsi – Il segretario di Stato americano John Kerry ha avvertito Mosca che il dispiegamento di truppe russe in Ucraina minaccia «la pace e la sicurezza» nella regione e rischia di avere un impatto «profondo» sulle relazioni tra Stati Uniti e Russia. «A meno che la Russia non prenda misure immediate e concrete per far calare la tensione – ha detto Kerry in un comunicato -, l’effetto sulle relazioni tra Usa e Russia e sulla posizione internazionale della Russia sarà profondo».

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Giornalisti stranieri fermati alla frontiera in Crimea – Miliziani armati fino ai denti hanno impedito l’accesso a diversi giornalisti stranieri al check-point nei pressi di Armiank, nel nord della Crimea. Tra le troupe respinte quelle di Bbc, della tv pubblica olandese Nos e di Mtv Finlandia. Ai reporter sono anche stati requisiti i giubbotti antiproiettile. Lungo la «linea di frontiera» i miliziani scavano buche per posizionare armamenti difensivi e cecchini.

Il Canada richiama l’ambasciatore in Russia – Intanto il Canada ha richiamato il suo ambasciatore a Mosca e minaccia di boicottare il G8 di Sochi, in programma a giugno, in seguito alla decisione della Russia di dare il via libera all’operazione militare in Ucraina. «Ci uniamo ai nostri alleati nel condannare con grande fermezza l’intervento militare del presidente (russo) Vladimir Putin – afferma il premier Stephen Harper -. Queste azioni rappresentano una chiara violazione della sovranità e dell’integrità territoriale dell’Ucraina. E sono anche una violazione da parte della Russia dei suoi obblighi derivanti dal diritto internazionale».

Gb, Usa e Francia contro il g8 di Sochi – Anche la Francia auspica «la sospensione dei preparativi del G8 di Sochi» a giugno e condanna «l’escalation militare russa» in Crimea. Lo ha detto a Europe 1 il ministro degli esteri Laurent Fabius, chiedendo la sospensione «fin quando i nostri partner russi non saranno tornati a principi conformi al G7 e al G8».

Esiste la «concreta possibilità» che anche gli Stati Uniti boicottino il prossimo G8, in programma a giugno a Sochi, in Russia. Lo ha precisato il segretario di Stato, John Kerry, che alla Abc ha anche incoraggiato gli altri Paesi membri del G8 a fare lo stesso. E ha aggiunto: «La Russia rischia il suo posto all’interno del G8». «Ogni singolo alleato degli Stati Uniti è pronto ad andare fino in fondo, allo scopo di isolare la Russia in seguito a questa invasione».

E non solo. Il Foreign Office ha annunciato che Londra sospende la sua partecipazione alle riunioni preparative per il G8, a causa dell’escalation militare russa in Ucraina. La notizia è stata ribadita dal ministro degli Esteri, William Hague, partito poco fa alla volta di Kiev.

Il Papa: sostenere ogni tentativo di dialogo – L’Ucraina, ha detto il Papa, «sta vivendo una situazione delicata.Mentre auspico che tutte le componenti del Paese si adoperino per superare incomprensioni e costruire insieme il futuro della Nazione, rivolgo alla comunità internazionale un accorato appello: sostenga ogni iniziativa per dialogo e concordia».

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