Libano, tra minacce qaediste e ripercussioni siriane
Top

Libano, tra minacce qaediste e ripercussioni siriane

Le brigate Abdullah Azzam, legate ad al Qa'eda, minacciano nuovi attacchi contro Hezbollah (e Iran) mentre il nord del Paese paga a caro prezzo la guerra civile in Siria.

Libano, tra minacce qaediste e ripercussioni siriane
Preroll

Desk2 Modifica articolo

15 Gennaio 2014 - 19.40


ATF

Il Libano trema sotto la pressione del conflitto siriano alle sue porte, che rischia di far saltare il fragile equilibrio del Paese alle prese con crisi economica e uno stallo politico che dura da nove mesi. Al Qaeda minaccia ritorsioni per la partecipazione di Hezbollah nei combattimenti, dalla parte del presidente Bashar al Assad, mentre i razzi dei ribelli e l’aviazione siriana arrivano in territorio libanese.

È di ieri la notizia di un altro sconfinamento della guerra in Libano: almeno quattro granate sono cadute nell’area di Khirbet Daoud, alla periferia di Arsal, la città di confine diventata il rifugio di migliaia di profughi siriani e la base del traffico di armi e di miliziani verso la Siria. Una enclave sunnita, su cui contano i ribelli, in una zona a maggioranza sciita e roccaforte di Hezbollah. La decisione del Partito di Dio, nella coalizione 8 Marzo che sosteneva il governo uscente ma ancora in carica ad interim, sta destando fibrillazioni in Libano.

Leggi anche:  Nel Libano 254 persone uccise e 1.165 ferite in poche ore: i crimini di Netanyahu scuotono il mondo

La mano lunga di al Qaeda ha punito il Paese dei cedri facendo esplodere un ordigno a Haret Hreik, periferia della capitale. È stato il terzo attacco contro il movimento sciita, dopo le bombe all’ambasciata dell’Iran, alleato di Hezbollah e di Assad, e quelle a Bir el Abed e a Rweiss, quartieri dominati dal Partito di Dio. Altre bombe, contro le moschee sunnite di Tripoli, e omicidi mirati hanno scosso il Libano negli ultimi due anni. Ieri le Brigate Abdullah Azzam, milizia legata ad al Qaeda, hanno giurato vendetta contro l’Iran, Hezbollah e Israele per la morte del loro leader, Majed al-Majed, deceduto il 4 gennaio scorso mentre era sotto la custodia della polizia libanese che lo aveva arrestato per l’attentato contro l’ambasciata iraniana.

In tutto il Nord la situazione è fragile sia per la massiccia presenza di profughi, una crisi umanitaria che durerà a lungo, sia per la vicinanza con le zone siriane dove le truppe di Assad e i suoi oppositori si danno battaglia da quasi tre anni. Arsal è stata colpita almeno 15 volte dagli elicotteri dell’aviazione di Damasco, che hanno fatto morti e feriti. Centinaia di razzi e colpi di mortaio sono caduti nelle regioni settentrionali del Libano da quando è scoppiata la guerra nella vicina Siria, nella primavera del 2011. Le zone libanesi più colpite sono il distretto di Akkar e quello di Hermel. Quest’ultima area è diventata un target dei ribelli siriani dallo scorso aprile, in risposta al coinvolgimento di Hezbollah nel conflitto siriano, risultato decisivo in diverse battaglie.

Native

Articoli correlati