Quinto giorno di shutdown negli Usa con Casa Bianca e deputati repubblicani ancora allo scontro frontale senza al momento segnali di disgelo. Ultima vittima della chiusura forzata degli uffici pubblici in America sono intanto stati i negoziati tra Washington e Bruxelles per un accordo di libero scambio (“Transatlantic Trade and Investment Partnership”).
La notizia è stata data ieri sera dal segretario al Commercio Michael Froman che ha dovuto chiamare il commissario Ue, Karel De Gucht, al quale ha spiegato che, a causa del blocco parziale delle attività del governo federale Usa, nessun funzionario americano potrà essere a Bruxelles la prossima settimana per la seconda tornata negoziale.
I negoziati erano previsti dal 7 all’11 ottobre a Bruxelles. Il muro contro muro intanto continua: ieri il leader dei repubblicani alla Camera dei Rappresentanti, John Boehner ha invitato i democratici che hanno la maggioranza al Senato e la Casa Bianca a sedersi al tavoo delle trattative criticando le affermazioni di un funzionario della casa Bianca che aveva parlato di “vittoria”: “Non è un danno gioco” aveva detto Bohner.
Il rappresentante dei repubblicani ha anche dichiarato che il ramo del Congresso da lui guidato sarebbe disposto a votare un innalzamento del tetto del debito, che dovrà essere approvato entra meta’ mese (il 17 ottobre) pena l’insolvenza, ma a patto che vengano effettuati tagli alla spesa. “Non credo che dovremmo andare in default”, ha affermato Boehner, “se dobbiamo aumentare la quantità di denaro che possiamo prendere in prestito, dovremmo allora intervenire sui nostri problemi di spesa e sulla nostra mancanza di crescita economica”.
Da parte sua Obama, che ha dovuto cancellare il suo viaggio in Asia a causa dello shutdown, ha fatto sapere che porrà il veto sugli ultimi 10 disegni di legge di bilancio presentati dalla maggioranza repubblicana, che prevedono la riapertura di un numero limitato di servizi, dopo che la mancata approvazione della finanziaria ha fatto scattare lo shutdown, la chiusura di larga parte delle attività del governo Usa. Quanto previsto da tali testi, afferma un comunicato della Casa Bianca, “non è una maniera seria o responsabile di guidare il governo degli Stati Uniti”.
Intanto i democratici starebbero preparando una manovrina che, se portata avanti, potrebbe forzare la riapertura del governo federale. Il piano verterebbe sull’uso della rarissima procedura della “discharge petition” che sblocchebbe un provvedimento di rifinanziamento facendolo votare dalla Camera solo con una maggioranza semplice. Il voto potrebbe avvenire entro il 14 ottobre e, secondo i calcoli dei democratici, potrebbe portare un voto bipartisan di 200 democratici e 18 repubblicani.
Obama: basta con lo shutdown, è dannoso e incauto – Bisogna mettere fine a uno shutdown “dannoso” e “incauto”: è necessario approvare un budget che finanzi il governo. Lo afferma il presidente americano, Barack Obama, nel discorso settimanale al Paese, chiedendo ai repubblicani di “non tenere in ostaggio la democrazia o la nostra economia”. Il default degli Stati Uniti, che comporterebbe uno “shutdown dell’economia”, sarebbe di gran lunga peggiore di uno shutdown del governo. Lo afferma il presidente americano, Barack Obama, nel discorso settimanale, mettendo in evidenza come un default sarebbe più pericoloso e dannoso di uno shutdown.
Kerry: lo shutdown? Solo “un episodio momentaneo” – Lo shutdown del governo Usa è solo “un episodio momentaneo” e non cambia l’impegno degli Usa in Asia o altrove: parola del segretario di Stato Usa, John Kerry. Il numero uno della diplomazia americana è impegnato in un tour asiatico, al posto del presidente Obama, che è voluto rimanere a Washington proprio a causa dello stallo creato dallo shutdown del governo federale.
Dall’isola indonesiana di Nusa Dua, dove è in corso un vertice dei leader dell’area Asia-Pacifico, Kerry ha comunque voluto lanciare un messaggio di rassicurazione. “Non confondere questo momentaneo episodio nella politica americana con qualcosa di piu’ che un momento della politica. Questo è un esempio – ha anzi rimarcato Kerry- della robustezza della nostra democrazia”. Il capo del dipartimento di Stato ha tuttavia avvertito che se l’arresto fosse prolungato o ripetuto, la gente non capirebbe e si interrogherebbe sulla capacità dell’amministrazione di far fronte agli eventi.
Può saltare la missione verso Marte – Se non si risolverà presto lo shutdown l’avvio a fine mese di una missione indiana verso Marte potrebbe slittare di due anni. È quanto teme l’Organizzazione di ricerca spaziale indiana (Isro) che ha concepito il programma.
La Mars Orbiter Mission dovrebbe cominciare infatti alle 16.15 del 28 ottobre prossimo, ma soprattutto nella sua fase iniziale essa dovra’ avvalersi dei servizi di rilevazione e trasmissione dati della Nasa americana, un servizio che l’Isro si e’ assicurato con un contratto del valore di 700 milioni di rupie (8,4 milioni di euro).
Il professor U. R. Rao, presidente del Comitato di esperti che supervisiona la missione, ha spiegato che “stiamo cercando di lanciare il razzo all’inizio della finestra utile di miglior posizionamento di Terra e Marte, il 28 ottobre. Dopodiché avremo qualche settimana di tempo per poter ancora far partire la missione. Se fallissimo. Alla chiusura della finestra, saremmo costretti ad aspettare la successiva almeno fino al 2015”.
L’ambasciata a Kabul sospende tweet – Il servizio di tweet dell’ambasciata degli Stati Uniti a Kabul è sospeso da oggi “a causa delle ripercussioni dello shutdown in corso”. In un breve messaggio ai followers si dice che “per poter continuare a seguire l’attualità si consiglia di visitare la pagina web dell’ambasciata” Usa nella capitale afghana.