Un terremoto di magnitudo 6.6 sulla scala aperta Richter ha colpito la Cina centrale, alle 7.45 locali (l’1.45 in Italia). Secondo la televisione di Stato Cctv, il bilancio provvisorio è di 89 morti e più di 400 le persone gravemente ferite.
Il Servizio geologico degli Stati Uniti ha riferito che il sisma è avvenuto 156 km a ovest di Tianshui, nella provincia di Gansu, a una profondità di 1 km. Il sisma ha interessato una vasta zona monutosa tra il Gansu e la vicina provincia dello Shaanxi. Secondo l’agenzia Nuova Cina almeno due cittadine, quelle di Meichuan e di Puma, sono state “seriamente” colpite dal sisma.
Otto i centri abitati che hanno subito ingenti danni materiali, con 1200 di case e fattorie crollate e altri 21000 edifici seriamente danneggiati, linee elettriche e telefoniche e servizi Internet interrotti, frane e inondazioni provocate dai fenomeni sismici. Il secondo di questi, a un’ora e mezza di distanza dal primo, ha avuto magnitudo 5,6. Finora sono state registrate non meno di 371 scosse di assestamento.
La situazione è resa ulteriormente peggiore dalle intense piogge. In aprile la stessa zona era già stata devastata da un terremoto della medesima intensità, che uccise 164 persone e ne ferì oltre 6.700. Ancora più forte quello che investì un’area vicina nel maggio 2008: persero la vita circa settantamila abitanti.