Il Conclave si avvicina e in una domenica di silenzio, senza Angelus o congregazioni generali, il portavoce vaticano padre Lombardi lancia un appello da Radio Vaticana: vivere il senso del
conclave nella “prospettiva della fede”.
Il portavoce
vaticano ha ricordato che Benedetto XVI, “che con la sua
straordinaria rinuncia ha condotto i cardinali a varcare ancora
una volta la soglia della Sistina per discernere davanti alla
storia a quali mani affidare le chiavi”, è da Castel Gandolfo
“con tutti noi, silenziosamente ma pi— profondamente e
consapevolmente di tutti noi, in preghiera: Spirito di Dio, tu
che tutto penetri – indica!”.
E sul Conclave, padre Lombardi ha ricordato
che “i cardinali hanno deciso a larghissima maggioranza la data
del Conclave per marted? prossimo. Si sentono quindi pronti per
affrontare il passo decisivo dell’elezione del nuovo Papa. Le
riflessioni in comune nelle Congregazioni, le informazioni
scambiate fra loro, i dialoghi per formarsi un giudizio
personale e responsabile sulle persone pi— adatte per il grande
compito sono quindi ormai arrivati a un primo stadio di
maturazione. Da marted?ì il discernimento diventerà ancora più
impegnativo, perché con gli scrutini si affronterà in certo
senso la “misura” del consenso che si potrà raggiungere su
alcune persone concrete. E si andrà avanti fino alla scelta”.
Un aspetto “impressionante – ha aggiunto – se si pensa alla
responsabilit… di per s‚ sovrumana che verrà accollata sulle
spalle di un uomo! Non si tratta solo di governare bene
un’istituzione complessa, ma ben pi— di orientare il cammino
religioso, spirituale, morale, della comunità di credenti più
numerosa e diffusa nei diversi continenti e osservata con
attenzione – con attesa positiva, ma a volte anche con
atteggiamento negativo – da moltissimi nostri contemporanei in
ricerca del senso della loro esistenza. Il Vangelo va annunciato
attraverso i tempi, per la salvezza di tutti, fino ai confini
della terra”.
“Il Conclave – ha concluso il direttore della Sala Stampa
vaticana – è quindi un evento il cui senso può essere compreso
veramente, e che può essere vissuto serenamente, solo nella
prospettiva della fede. I due protagonisti dei precedenti
Conclavi ce ne hanno dato una testimonianza intensa e
indimenticabile. Papa Wojtyla contemplava il Giudizio di
Michelangelo nel suo poema “Trittico romano”: “Tutte le cose
sono nude e aperte davanti agli occhi di Dio”, “trasparenza
degli eventi, trasparenza delle coscienze”. “Tu che penetri
tutto – indica!”. “Lui additerà”. E il futuro Papa Ratzinger
commentava: “L’eredità delle chiavi lasciate a Pietro. Porre
queste chiavi nelle mani giuste: è questa l’immensa
responsabilità in quei giorni”.