E’ ancora scontro, in Tunisia, tra le forze dll’ordine e il responsabile della predicazione di Ansar Al Sharja, uno
dei gruppi più estremistici del movimento salafita tunisino. Si è concluso con un fallimento, a
notte fonda, l’assedio che la polizia ha fatto, a Tunisi, alla
sede di radio Shems dove si trovava, per una intervista, Hassen
Brik, responsabile della predicazione di Ansar Al Sharja, uno
dei gruppi più estremistici del movimento salafita tunisino.
L’assedio, messo in atto da decine di agenti che hanno
circondato l’emittente in attesa di potere arrestare Brik
all’uscita, è stato vanificato dall’arrivo di cinque avvocati
del movimento che hanno intavolato con le forze dell’ordine un
braccio di ferro sulla mancanza di uno specifico mandato
d’arresto nei confronti di Brik, che, peraltro, era ”scortato”
da decine di seguaci.
Quanto accaduto è l’ennesimo capitolo di una ”guerra” che
Ansar al Sharja ha scatenato contro la polizia (insieme ai
giornalisti suo bersaglio preferito), accusata di usare gli
stessi metodi del regime di Ben Ali. Uno degli episodi che i
salafiti contestano alla polizia è di avere fermato,
indebitamente, la moglie incinta di un ricercato per i fatti
dell’ambasciata americana per costringerlo a consegnarsi.