Mali: Amnesty, torture e uccisioni contro i fedeli dell'ex presidente
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Mali: Amnesty, torture e uccisioni contro i fedeli dell'ex presidente

E' quanto documentato dall'associazione umanitaria in un<br>rapporto diffuso oggi, dopo una missione di 10<br>giorni nel paese.

Mali: Amnesty, torture e uccisioni contro i fedeli dell'ex presidente
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31 Luglio 2012 - 19.51


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Sparizioni, uccisioni extragiudiziali
e torture commesse dalla giunta militare nei confronti di
soldati e poliziotti fedeli all’ex presidente Tourè,
coinvolti nel tentativo di contro-colpo di stato del 30
aprile. E’ quanto documentato da Amnesty International in un
rapporto sul Mali diffuso oggi, dopo una missione di 10
giorni nel paese.

Nei giorni successivi al fallito tentativo di rovesciare
la giunta militare del capitano Sanogo – riferisce Amnesty –
numerosi soldati vennero arrestati e portati alla base
militare di Kati, 20 chilometri a nord della capitale Bamako,
quartier generale della giunta. Almeno 21 detenuti vennero
prelevati nottetempo dalle loro celle e di loro non si è
più saputo nulla. Gli altri furono trattenuti in condizioni
terribili e sottoposti a torture e abusi sessuali per oltre
40 giorni.

”Le autorità del Mali hanno il dovere di indagare su
tutti i casi che abbiamo documentato. I responsabili delle
brutali vendette contro i promotori del tentato contro-colpo
di stato devono essere chiamati a rispondere delle loro
azioni” , ha dichiarato Gaetan Mootoo, ricercatore
sull’Africa occidentale di Amnesty International, preoccupata
per anche per la sorte di un gruppo di soldati rapiti dai
militari fedeli alla giunta il 1* maggio, mentre erano
ricoverati nell’ospedale Gabriel Tourè di Bamako. Nonostante
le sue richieste, l’organizzazione per i diritti umani non ha
potuto ottenere i loro nomi né informazioni su dove
attualmente si trovino.

I soldati arrestati all’indomani del tentato contro-colpo
di stato del 30 aprile furono detenuti nella base militare di
Kati in condizioni disumane e degradanti: 80 persone stipate
in una cella di cinque metri quadrati, in mutande, costretti
a fare i bisogni in buste di plastica e privati del cibo
durante i primi giorni di prigionia.

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