Cina-Tibet: arresti e carcere per scrittori e letterati
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Cina-Tibet: arresti e carcere per scrittori e letterati

Continuano la persecuzione contro gli intellettuali tibetani. Condannato a 3 anni di carcere un insegnante di 39 anni. Non si conoscono le accuse, né le ragioni.

Cina-Tibet: arresti e carcere per scrittori e letterati
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1 Novembre 2011 - 18.19


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Non ha soste la persecuzione contro gli intellettuali tibetani. Il tribunale di Barkham, nella regione del Sichuan, ha condannato nei giorni scorsi a 3 anni di carcere l’insegnante e scrittore tibetano Jolep Dawa, 39 anni. Fonti tibetane riferiscono che nemmeno si conoscono le accuse, né le ragioni per cui Dawa è detenuto dal 1° ottobre 2010. Egli è direttore di una rivista in lingua tibetana ed organizzatore di conferenze culturali tibetane. Secondo queste fonti, egli pochi giorni prima della condanna ha potuto vedere la moglie e i figli, ma anche a loro è proibito parlare della sua detenzione. Dopo l’arresto, la polizia ha confiscato il suo computer e tutti i diari e i suoi scritti letterari.

Dawa è stato già detenuto negli anni scorsi. Dapprima, per un mese, perché coinvolto in una campagna contro l’uso di pellicce di animali tibetani per fare vestiti. Poi per tre mesi dal marzo 2008. Il 19 ottobre la polizia ha anche arrestato, nella sua casa nella contea Yatsi, il giovane scrittore tibetano Choepa Lugyal Aka Meche, noto per il suo prolifico lavoro di saggista e commentatore politico. Non si conosce l’accusa, la polizia ha perquisito l’abitazione portando via il computer e una copia del libro tibetano “Shar-dungri”, proibito dalle autorità. Il Tibet da anni è sottoposto a un continuo controllo militare e isolato dal mondo, con censura e taglio di Internet e linee telefoniche mobili e fisse. La persecuzione cinese da tempo ha preso di mira gli intellettuali tibetani, che molto contribuiscono a tenere viva la ultramillenaria cultura e lingua del Tibet. A giugno un tribunale di Karze, prefettura di Aba, ha condannato a 4 anni di carcere lo scrittore ed editore Tashi Rabten, per avere aiutato a pubblicare la rivista “Eastern Conch Mountain”.

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