Leone XIV imprime una svolta sinodale al pontificato: ascolto, discernimento e Vaticano II bussola per Chiesa
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Leone XIV imprime una svolta sinodale al pontificato: ascolto, discernimento e Vaticano II bussola per Chiesa

Il pontificato di Papa Leone XIV sta assumendo una forma chiara: sinodale. Non solo nelle parole, ma nei gesti. Il Concistoro straordinario del 7 e 8 gennaio lo ha mostrato anche visivamente. Niente file frontali, nessuna contrapposizione tra centro e periferia.

Leone XIV imprime una svolta sinodale al pontificato: ascolto, discernimento e Vaticano II bussola per Chiesa
Papa Leone XIV al concistoro
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Antonio Spadaro Modifica articolo

11 Gennaio 2026 - 12.19


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Il pontificato di Papa Leone XIV sta assumendo una forma chiara: sinodale. Non solo nelle parole, ma nei gesti. Il Concistoro straordinario del 7 e 8 gennaio lo ha mostrato anche visivamente. Niente file frontali, nessuna contrapposizione tra centro e periferia. I cardinali erano seduti attorno a tavoli di lavoro, come nei sinodi voluti da papa Francesco. Anche lo spazio parlava: ascolto, confronto, corresponsabilità.

Il metodo è decisivo. Il Papa lo ha detto con chiarezza: non si tratta di arrivare a un testo, ma di portare avanti una conversazione che lo aiuti nel suo servizio per la missione della Chiesa tutta. Il dialogo non è un passaggio preliminare, ma il cuore del governo ecclesiale.

Leone XIV assume così come forma ordinaria il metodo maturato nel pontificato precedente. Qualcuno aveva sperato in un ritorno a schemi del passato. Non è stato così. L’esperienza di un gruppo ristretto di cardinali, che ha accompagnato il discernimento negli anni scorsi, ora si amplia a tutto il Collegio. Il governo della Chiesa nasce dal discernimento comune. È lo spirito della sinodalità voluta da Francesco.

All’inizio del Concistoro il Papa ha posto una domanda semplice e radicale, da tenere sempre aperta: «Chiediamoci: c’è vita nella nostra Chiesa?». Non una formula spirituale scontata, ma un criterio concreto. C’è vitalità? C’è spazio per ciò che nasce? C’è capacità di affrontare le sfide del presente senza chiudersi nella paura?

Nel giro di poche ore Leone XIV ha indicato anche le sue priorità. Al centro c’è il Concilio Vaticano II, assunto come bussola per il presente. La Chiesa, ha ricordato, non cresce per imposizione, ma per attrazione. Conta la credibilità, non il dominio. Una Chiesa divisa non convince. Una Chiesa capace di unità, sì.

La domanda guida del Concistoro è stata esplicita: guardando ai prossimi anni, quali attenzioni e priorità possono orientare l’azione del Papa e della Curia? Leone è un Papa che interroga la Chiesa, prima ancora di darle risposte.

In tempi segnati da polarizzazioni, questo stile parla anche oltre il mondo ecclesiale. Governare non significa controllare tutto. Significa creare spazi di fiducia. Fermarsi, ascoltare, discernere insieme è una forma esigente di responsabilità.

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