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Onorevole Conte, non tenti di mettere il cappello sulla 'pace'

Un movimento pacifista c’è, anche se Lei per tanto tempo, quando era a Palazzo Chigi, non solo non se n’era accorto ma aveva come suo ministro Matteo Salvini che aveva dichiarato guerra alle Ong

Onorevole Conte, non tenti di mettere il cappello sulla 'pace'

Umberto De Giovannangeli Modifica articolo

6 Ottobre 2022 - 17.46


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Onorevole Conte, nessun “cappello” sulla pace. Perché un movimento pacifista c’è, anche se Lei per tanto tempo, quando era a Palazzo Chigi, nel Conte 1 e nel Conte 2, non solo non se n’era accorto ma, specie quando aveva come suo ministro e vice presidente del Consiglio quel Matteo Salvini che aveva dichiarato guerra alle Ong oltre che rinsaldare i legami, non solo di natura politica, con il partito di Putin. 

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Nessun “cappello”

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A riguardo di lanci di agenzia che diffondono presunte date di convocazione di una prossima manifestazione nazionale per la Pace, la Rete Italiana Pace e Disarmo precisa che non è stato presa ancora alcuna decisione in merito.

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“La nostra Rete insieme a tante altre organizzazioni è impegnata nella mobilitazione “Europe for Peace” già attiva sin da febbraio e che ogni mese sta organizzando iniziative ed eventi per la pace (oltre ad aver organizzato la manifestazione nazionale del 5 marzo scorso e dato vita alle carovane in Ucraina in sostegno alla popolazione e alla società civile). Il prossimo appuntamento confermato è quello del weekend tra il 21 e il 23 ottobre, con mobilitazioni diffuse su tutto il territorio nazionale. Insieme a tutte le altre organizzazioni della società civile impegnate per la pace, la nonviolenza, il disarmo decideremo passi successivi, attualmente ancora non definiti, in base anche all’evolversi della situazione e ovviamente pronti a convocare collettivamente una grande manifestazione nazionale.

Chiediamo a tutte e a tutti di mobilitarsi per l’appuntamento del 21-23 ottobre e ai giornalisti di rilanciare in maniera chiara le nostre richieste per un cessate il fuoco immediato e per l’organizzazione di una Conferenza internazionale di pace. Questi contenuti e la pressione sulle istituzioni italiane, europee, mondiali per una soluzione diplomatica sono più importanti e rilevanti di presunte date di manifestazioni”. Così Ripd.

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I “senza memoria”

Scrive Mao Valpiana, presidente del Movimento Nonviolento: “Una manifestazione di piazza per la pace? Benissimo. Ai leader di partito, politici, associazioni che si agitano e la invocano, suggeriamo di organizzarla con il titolo “Mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa”. 

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La guerra c’è. È guerra mondiale. Le armi sono state costruite e consegnate agli eserciti. I missili sono stati lanciati. Le bombe sono state sganciate. Le città e le case sono state distrutte. I morti si contano a migliaia. Gli ordigni nucleari sono pronti al loro utilizzo.

Bisognava pensarci prima. Questa guerra è in corso e non saranno parole e striscioni a fermarla.

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Bisognava lavorare per la pace in tempo di pace, bisognava fare politiche di disarmo anziché votare i bilanci militari. Bisognava non costruire le armi che oggi sparano. Bisognava sostenere le proposte preventive della nonviolenza, unica alternativa alla guerra.

Dopo la seconda guerra mondiale, dopo la caduta del Muro di Berlino, dopo le guerre nel Golfo e nei Balcani, dopo le Torri Gemelle, dopo le guerre in Iraq e in Afghanistan, il tempo c’era per fare vere politiche di pace e disarmo. Ma è stato sprecato.

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La strada da percorrere è già tracciata da tanti anni:

– Adesione al Trattato per la messa al bando delle armi nucleari

– Approvazione legge istitutiva della Difesa civile non armata e nonviolenta

– Istituzione dei Corpi Civili Europei di pace

– Riduzione spese militari, restrizione sull’export di armi

– Istituto di ricerche sulla pace e risoluzione nonviolenta dei conflitti

Questo è il programma per una politica di pace che abbiano sempre proposto nel nostro calendario delle festività civili, inascoltato dalle istituzioni:

– Ogni 2 giugno, abbiamo chiesto di festeggiare “la Repubblica disarmata che ripudia la guerra”.

– Ogni 4 novembre, abbiamo invocato “Non festa ma lutto” per ricordare l’inutile strage.

– Ogni 25 aprile abbiamo rinnovato: “La Liberazione oggi si chiama disarmo; la Resistenza oggi si chiama Nonviolenza”.

Il movimento pacifista parlava alla politica, ma la politica aveva altre priorità e la pace è rimasta fuori dall’agenda dei partiti e del Palazzo.

La speranza però è ancora viva. Possiamo iniziare a disarmare oggi per costruire la pace di domani. 

Se ci sarà un “mea culpa” e un’assunzione di responsabilità collettiva per iniziare concretamente a fare le politiche di pace che non si sono fatte nel passato, ben venga anche la manifestazione di piazza.

Nel frattempo, con la Rete italiana Pace e Disarmo continueremo a lavorare quotidianamente in particolare sostenendo gli obiettori di coscienza, i disertori, i renitenti alla leva, i nonviolenti e i pacifisti in Russia e in Ucraina, come abbiamo fatto con la Carovana di Pace “Stop The War Now”: sono loro che concretamente possono fermare la guerra. 

Come facciamo dall’inizio della guerra, saremo presenti tutte le domeniche in Piazza San Pietro all’Angelus con le bandiere della nonviolenza per sostenere il magistero di Papa Francesco che ci ha chiesto di “fare di tutto per fermare la guerra”. 

Nei giorni 21, 22, 23 ottobre parteciperemo alla mobilitazione dal basso, in tutte le città in cui siamo presenti, con la rete “Europe for Peace” verso una Conferenza internazionale di pace. 

A chi è preoccupato, angosciato, disorientato per il pericolo di una deflagrazione mondiale della guerra in corso, e vuole “fare qualcosa” per fermarla, diciamo che ci rimane una sola strada, quella della nonviolenza: né un uomo né un soldo per la guerra, iniziamo spezzando il nostro fucile”.

Onorevole Conte, ci sta?

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