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Attacco hacker al sito della Wada: a Rio gli atleti Usa erano dopati

Hacker russi bucano i server dell'agenzia mondiale antidoping. Tra gli atleti finiti sotto accusa la la ginnastica Simon Biles e le sorelle Williams.

Simone Biles
Simone Biles

globalist

13 Settembre 2016 - 11.52


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Dopo l’esclusione della squadra di atletica della Russia da Rio 2016, da Mosca è partito un attacco hacker che è riuscito a bucare il server della Wada, l’agenzia mondiale antidoping, rendendo note alcune carte riservate che testimoniano analiticamente l’assunzione di sostanze proibite da parte di molti atleti di punta della squadra statunitense. Il gruppo di hacker ha messo online tutti i documenti di cui sono entrati in possesso: nell’elenco in loro possesso ci sono nomi di prestigio, come quello delle sorelle Williams e della campionessa della ginnastica Simon Biles. Dalle carte postate dagli hacker, sarebbe risultata positiva alle anfetamine anche Elena Delle Donne, star del basket americano.

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“Dopo aver studiato analiticamente i database – hanno scritto i pirati informatici, allegando migliaia di documenti con la dicitura “confidential” – abbiamo capito che decine di atleti erano risultati positivi alla vigilia e durante i giochi. I medagliati olimpici di Rio hanno usato regolarmente sostanze illecite giustificate da certificati di approvazione per uso terapeutico. In altre parole, hanno ricevuto la licenza per il doping”.

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Uno dei casi più eclatanti riguarderebbe Simone Biles, vincitrice di quattro medaglie d’oro nella ginnastica, che – secondo i documenti – avrebbe assunto metilfenidato, uno psicostimolante oltre ad anfetamine, tutte sotto ricetta medica. I controlli della Wada hanno rilevato più volte nel sangue dell’atleta la presenza di queste sostanze, anche durante la competizione olimpica,  ma la positività è stata tenuta segreta perché la ginnasta aveva un apposito Tue (therapy use exemption) autorizzato dalla federazione internazionale.

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Alcuni dei certificati pubblicati online

Secondo fonti di intelligence, gli hacker russi che hanno firmato il blitz nei database della Wada sono gli stessi che hanno rivelato le mail di Hillary Clinton e che alcuni mesi fa ebbero accesso sempre al database dell’agenzia antidoping mondiale.

Conferme intanto sono arrivae sulle rivelazioni degli hacker. Lo scandalo sembra riguardare principalmente la federazione internazionale di ginnastica, in particolare il settore delle esenzioni terapeutiche e dei certificati prodotto dagli atleti. Il problema è sostanzialmente la concessione per periodi lunghi delle esenzioni terapeutiche, e per sostanze dal valore terapeutico da dimostrare. Ad esempio, il nome delle sorelle Williams compare nei documenti non perché positive al doping ma perché fanno parte di una lista di atleti a cui Wada ha concesso delle esenzioni con l’avallo delle federazioni internazionali.

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