M5S, i venti punti: no alle armi a Kiev, al riarmo europeo e proposta sul conflitto di interessi (pensando a Renzi)
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M5S, i venti punti: no alle armi a Kiev, al riarmo europeo e proposta sul conflitto di interessi (pensando a Renzi)

Il Movimento 5 Stelle mette nero su bianco il no alla prosecuzione dell’invio di armi all’Ucraina e al piano europeo di riarmo.

M5S, i venti punti: no alle armi a Kiev, al riarmo europeo e proposta sul conflitto di interessi (pensando a Renzi)
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18 Settembre 2026 - 18.39


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Il Movimento 5 Stelle mette nero su bianco il no alla prosecuzione dell’invio di armi all’Ucraina e al piano europeo di riarmo. È il punto politicamente più delicato dei venti inseriti nel documento “Un’alleanza per la Costituzione”, che gli iscritti pentastellati sono chiamati a votare da oggi fino alle 14 di domenica.

Il programma è il risultato del percorso Nova e, secondo il Movimento, raccoglie i contributi di oltre 17 mila cittadini, iscritti e non iscritti. Giuseppe Conte lo porterà al tavolo della coalizione progressista come piattaforma politica del M5S.

Il capitolo più controverso è il diciassettesimo, “L’Italia ripudia la guerra”. Il testo chiede di “cambiare radicalmente l’approccio fallimentare dell’Italia e dell’Europa” alla guerra in Ucraina e afferma senza ambiguità: “Continuare a inviare armi significa allontanare la pace”. La proposta è una svolta negoziale che, precisa il documento, deve tutelare le ragioni dell’Ucraina coinvolgendo l’intera comunità internazionale.

Nello stesso punto arriva il no al piano Rearm EU e all’aumento della spesa per la difesa al 5 per cento del Pil in ambito Nato. Il M5S propone invece una politica estera comune accompagnata da una difesa comune europea, con maggiore controllo democratico del Parlamento europeo.

È una posizione che entra direttamente nel confronto con il Pd. Elly Schlein, interrogata oggi sulla proposta del Movimento, ha evitato lo scontro e ha assicurato: “Discuteremo con tutte le forze alleate del programma comune, sono certa che troveremo l’accordo su tutto”.

L’accordo, però, dovrà ancora essere costruito. Il documento M5S arriva infatti al tavolo della coalizione con una posizione precisa sull’Ucraina, mentre il Pd mantiene il sostegno a Kiev. La questione sarà quindi una delle più difficili da ricomporre nella definizione di un eventuale programma comune.

Ma il programma non si ferma alla politica estera. I Cinque Stelle ripropongono il Reddito 2.0, attraverso una revisione dell’Assegno di inclusione e del Supporto per la formazione e il lavoro, chiedono il salario minimo legale, la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario e nuove tutele per autonomi e piccoli imprenditori.

Sul fisco viene proposta una maggiore progressività dell’Irpef, un contributo sugli extraprofitti nei settori caratterizzati da rendite eccezionali e un progressivo spostamento della tassazione dai redditi da lavoro e d’impresa verso le rendite finanziarie speculative. Il documento non contiene invece una proposta di patrimoniale.

Sul fronte dei diritti compaiono il matrimonio egualitario, le adozioni omogenitoriali, una legge contro l’omolesbobitransfobia, il fine vita e lo Ius scholae. In materia di immigrazione il M5S chiede il superamento della Bossi-Fini e del “modello Albania”.

C’è poi la questione che Repubblica ha definito della norma “anti-Renzi”. Nel punto 15 il programma chiede una vera legge sul conflitto di interessi e la regolamentazione delle lobby, prevedendo incompatibilità, obblighi di astensione e strumenti per impedire che interessi economici privati condizionino le funzioni pubbliche.

Il riferimento a Matteo Renzi nasce da una vicenda politica precisa: negli anni scorsi le proposte del M5S sul conflitto di interessi erano state ribattezzate “anti-Renzi” perché prevedevano limiti ai compensi provenienti da Stati esteri per chi ricopre cariche pubbliche, colpendo in particolare la possibilità per parlamentari e politici di svolgere attività remunerate di conferenziere o consulente per governi stranieri. La proposta era stata collegata alle attività di Renzi in Arabia Saudita.

Nel testo approvato oggi, tuttavia, non c’è una norma nominativamente rivolta a Renzi: c’è una proposta generale sul conflitto di interessi che Repubblica legge anche in chiave di contrasto alla presenza dell’ex premier nel campo progressista.

Sul piano internazionale il M5S inserisce inoltre il riconoscimento dello Stato di Palestina, la risoluzione dell’accordo di cooperazione militare con Israele e la promozione, in sede europea, del superamento dello status di partner privilegiato di Israele. Il documento propone anche sanzioni economiche e finanziarie contro i responsabili del genocidio a Gaza e delle attività criminose in Cisgiordania.

Il voto degli iscritti si concluderà domenica. Poi Conte avrà in mano una piattaforma formalmente sottoposta alla base del Movimento e potrà portarla al confronto con le altre forze del centrosinistra.

È lì che si misurerà la distanza fra le diverse anime della possibile coalizione: sulle armi a Kiev, sul riarmo europeo, sulla politica estera e anche sulla presenza di Renzi. Schlein dice che un accordo sarà trovato. Il M5S, intanto, ha messo per iscritto le proprie condizioni.

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