Un viaggio nelle architetture di Milani
Top

Un viaggio nelle architetture di Milani

Il volume dell’architetto, pubblicato da Electa, propone un percorso artistico che da Siena si allarga al mondo. Un libro che è esso steso un capolavoro estetico.

Un viaggio nelle architetture di Milani
Preroll

redazione Modifica articolo

11 Luglio 2026 - 11.14 Culture


ATF

di Marcello Flores

Siena è la patria di un architetto profondamente inserito, ed esteticamente radicato, nella tradizione storica della Toscana, che è stato capace, accanto a una presenza costante e innovativa nel «suo» territorio, di trovare in esperienze geografiche e culturali differenti la spinta per ampliare i propri orizzonti e riempire le nuove produzioni in terra straniera di una sensibilità senese-internazionale. Andrea Milani. Architetture, è il libro pubblicato da Electa – un libro che è esso stesso un capolavoro estetico, a un livello ancora più potente di quello standard cui ci ha abituato la casa editrice milanese – che racchiude il percorso professionale di un architetto certamente unico nel panorama senese ma ormai, si può dirlo dopo aver visto il libro, unico anche sul versante italiano e internazionale. 

Il testo del libro, un racconto profondo e colto, articolato e problematico, è di Marco Mulazzani, e non a caso s’intitola «Viaggio nell’architettura», e sottolinea la capacità di Milani di dialogare con il territorio e la sua cultura, anche materiale e geografica oltre che culturale, in modi che permettono all’architettura di diventare strumento di relazione con la comunità oltre che attenzione alla sostenibilità, con un uso modernissimo e «artigianale» dei materiali e una lettura personalissima della tradizione della migliore architettura tra le due guerre.

 È difficile scegliere, tra i 24 «capitoli» che segnano il percorso artistico-costruttivo di Milani, quelli più innovativi, più riusciti, più aderenti al territorio, più estetici e formalmente risolti: perché in ognuno di essi, in realtà, sono sempre presenti un po’ tutti questi aspetti, anche se con una evoluzione che si continua a confrontare con sfide nuove, siano esse di uso degli spazi, di risoluzione della luce, di usabilità per scopi e obiettivi diversi. Io vorrei ricordare quello che è il secondo capitolo e rappresenta una delle primissime opere di Milani, il Santa Chiara Graduate College, che ho avuto la fortuna di vedere crescere negli anni successivi al mio arrivo a Siena come docente nella Facoltà di Lettere e che, una volta costruito, è stato teatro di molteplici iniziative internazionali e convegni che hanno fatto nei primi anni di questo secolo l’Università di Siena uno dei punti di riferimento più significativi.

 L’aver collaborato con Milani negli anni in cui sono stato assessore della cultura a Siena (2006-2011), di cui sono presenti nel libro quattro allestimenti, di cui tre di quegli anni, non mi fa velo nel riconoscerne la sensibilità, l’innovazione e la capacità costruttiva come elemento insieme estetico, culturale, materico e di vivibilità: sono presenti in tutti i progetti che, soprattutto tra Olanda e India, oltre che in Toscana, spero di poter riuscire a vedere non solo sulla carta bella, pregiata e mirabilmente organizzata nel testo e nelle foto di questo libro che è insieme di architettura, di paesaggio, di storia.

Native

Articoli correlati