"Fratello Sole, Sorella Luna" a teatro per San Francesco
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"Fratello Sole, Sorella Luna" a teatro per San Francesco

Dal grande schermo al palco del teatro Lyrick, la trasformazione dell'opera di Zeffirelli

"Fratello Sole, Sorella Luna" a teatro per San Francesco
Fonte: https://www.teatrolyrick.com/stagione-teatrale-25-26/fratello-sole-sorella-luna
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7 Marzo 2026 - 13.58 Culture


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In occasione dell’Ottavo Centenario della morte di San Francesco d’Assisi, al teatro Lyrick della città umbra va in scena “Fratello Sole, Sorella Luna”, opera cinematografica di Franco Zeffirelli.

Aperto giovedì 5 marzo in prima nazionale, con una replica andata in scena ieri, l’ultima occasione per vedere lo spettacolo ad Assisi sarà quest’oggi, prima di un tour che partirà il prossimo autunno.

L’opera, che da cinematografica diventa per l’occasione teatrale, porta la firma di Angela Demattè, con la sceneggiatura originale di Franco Zeffirelli, Lina Wertmuller e Suso Cecchi D’Amico. Alla regia Piero Maccarinelli, con Giulio Pranno nei panni di Francesco e Ksenia Borzak in quelli di Chiara; inoltre parteciperanno anche Massimo Wertmuller e Fabrizia Sacchi. Partecipano allo spettacolo anche Antonio Iorio, Andrea Galasso, Edoardo Raiola, Edoardo Sacchi e Gabriele Cicirello.

Le musiche sono quelle di Riz Ortolani, accompagnate dagli arrangiamenti e alle composizioni di Alessandro Nidi.

Queste le parole del regista Maccarinelli, che all’AGI ha commentato:

“Lo spettacolo racconta gli anni giovanili di Francesco dal 1202 al 1209 quando va per la prima volta dal Papa Innocenzo III per chiarire i suoi dubbi. Rappresentiamo l’adolescenza e la post adolescenza di Francesco, anche la guerra contro Perugia e il ritorno con l’orrore per aver ucciso. E da lì, nasce la presa di coscienza di Francesco verso il mondo esterno, non solo come natura, ma anche verso gli esseri umani che lo popolano, verso i poveri, diseredati, lebbrosi. Prende il via per il Santo, un percorso non solo spirituale, ma proprio di vita. E Francesco non è un profeta, un grande vescovo, un teologo. È un ragazzo che sta sperimentando l’amore per il mondo”.

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Sull’allestimento scenico il regista aggiunge:

“Il teatro per sua natura non può prevedere una ricostruzione filologica di tutti gli ambienti che noi vediamo in questa storia – ha spiegato il regista – quindi abbiamo fondali creati da Francesco Sereni a metà fra fotografico e il pittorico, che fanno in qualche modo da sfondo alle azioni dei personaggi. La casa di Francesco, la zona dei tintori, il ritorno dalla guerra in mezzo alla campagna, la festa con gli amici e San Damiano in costruzione con il crocifisso famoso. Poi, San Damiano costruita e sbarrata. San Pietro dove le necessità teatrali non permettono la ricostruzione, l’abbiamo immaginata con uno spazio ricco, dorato. Una chiesa d’oro in cui echeggiasse la voce del Papa”.

Nell’opera è stato inserito anche il Cantico delle Creature, come spiega in conclusione sempre Maccarinelli:

“Ho voluto inserire, il cantico delle creature di Francesco che sarà recitato da più voci non solo dal Santo, ma anche da Chiara, e Bernardo. È la somma del pensiero francescano, la vera linea religiosa e nello stesso tempo umana. Una linea di felicità, la gioia di essere in questo mondo. Chiara, insieme a Francesco, è la portatrice di questo. E alla fine dello spettacolo, Chiara avrà un suo monologo in cui metterà in guardia noi tutti dal distruggere il pianeta oggi funestato da crisi climatiche, guerre, bombe che cadono in Ucraina, Medio Oriente, Africa”.

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Realizzato con il patrocinio di San Francesco 1226-2026 – Comitato Nazionale per l’ottavo centenario della morte del Santo, lo spettacolo nasce da una co-produzione International Music and Arts, Agidi, e Fondazione Sipario Toscana Onlus – La Città del Teatro Oliver and Friends.

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