E’ sempre più discusso il tema della sicurezza digitale: è infatti la Francia ad aver vietato l’accesso agli under 15, sulla stessa scia si muove la Spagna che a breve introdurrà il divieto agli under 16. A dare inizio a questi divieti è stata però l’Australia, che ha imposto delle limitazioni ai più diffusi social media, impedendone l’utilizzo ai giovani minori di 16 anni.
L’Osservatorio indifesa realizzato da Terre des Hommes, con la community di Scomodo, nell’edizione del 2026 ha accolto i più giovani a discutere di tematiche quali la violenza, il bullismo e la sicurezza in rete, dove un giovane su due ha sostenuto di aver subito violenza e il digitale è considerato il “luogo” più esposto a questi comportamenti. Il report è stato diffuso in occasione della Giornata contro bullismo e cyberbullismo (7 febbraio) e del Safer Internet Day (10 febbraio) e conta le voci di 2000 ragazzi italiani fino ai 26 anni.
Sono le ragazze (57%) ad aver subito più episodi di violenza rispetto ai maschi (42%), ma ad essere più colpite sono state le persone binarie (67%). I ragazzi hanno dichiarato di sentirsi più colpiti a scuola o con gli amici, mentre le ragazze considerano i luoghi pubblici, come le strade e i mezzi di trasporto, gli spazi meno protetti, oltre alle relazioni intime e familiari.
Emergono altri rischi sul web: il 59% sostiene che il problema più grave sia il revenge porn, specialmente le ragazze e gli adulti. I più giovani sono consapevoli dei rischi di questa pratica, considerata pericolosa dal 79%, e sanno anche i diritti che possono rivendicare, ovvero la denuncia e la rimozione del contenuto se pubblicato senza consenso. I giovani risultano meno informati sulla condivisione di immagini modificate da altri: la maggior parte dei ragazzi sostiene di non essere mai stato coinvolto in queste pratiche, una fetta non marginale sostiene che non sa se gli sia mai capitato o preferiscono non rispondere, mettendo in luce quanto sia difficile riconoscere un comportamento come questo in rete.
L’80% ha invece dichiarato di essere stato contattato da sconosciuti negli spazi online, una percentuale che include ragazzi e ragazze che la vivono diversamente: i ragazzi si mostrano più curiosi, le ragazze provano più paura, fastidio e insicurezza. Sono invece i ragazzi ad essere maggiormente colpiti da fenomeni di bullismo online: a dichiararlo è il 45% dei maschi e il 42% del campione totale. I ragazzi affrontano questi fenomeni, nei casi in cui si verificano, parlandone con gli amici, nelle fasce più alte d’età, e con i genitori, soprattutto i più piccoli.
Altra grande questione affrontata riguarda l’utilizzo dei più giovani dell’intelligenza artificiale: è la metà del campione a dichiarare di aver utilizzato almeno una volta l’IA per chiedere consigli in ambito sentimentale (24%), salute (22%) o aiuto psicologico (21%). Un altro tema riguarda le chat dove si discute dell’aspetto fisico di altre persone, dove circa un terzo dei ragazzi ha dichiarato di aver partecipato: il 40% ha deciso di parlarne con persone vicine, il 36% ha silenziato e il 31% ha lasciato la chat. Un importante 30% ha richiesto la segnalazione o rimozione dei contenuti, una risposta che varia a seconda del genere, dove le donne risultano più inclini a parlarne con qualcuno o ad intervenire, mentre gli uomini tendono ad evitare il fenomeno.
Rispetto al controllo del telefono emergono diversi risultati: solo il 2% considera questa proibizione come una forma di rispetto, la maggioranza invece la detesta e un quarto sostiene che non provoca effetti negativi. Le donne e le fasce d’età più alte rifiutano il controllo dello smartphone; tuttavia, il 69% dei ragazzi condivide con altre persone le proprie password, specialmente per motivi di sicurezza, e si tratta di una tendenza diffusa soprattutto tra le ragazze.
Paolo Ferrara, Direttore Generale di Terre des Hommes Italia, ha dichiarato: “Dall’Osservatorio indifesa di quest’anno emerge con chiarezza che i giovani sono pienamente consapevoli dei pericoli che possono correre sul web, serve però che gli siano forniti strumenti per proteggersi e affrontare questi rischi. Rischi che mutano e si intensificano con l’evoluzione continua e sempre più rapida delle tecnologie. È compito delle istituzioni e della società tutta dotarli delle giuste informazioni e mezzi. Proprio questi sono gli obiettivi del protocollo che abbiamo stretto con la Polizia di Stato e che darà vita a una campagna di sensibilizzazione per spiegare alcuni dei reati che possono essere commessi in rete. L’Osservatorio indifesa è da anni un punto di riferimento nel monitoraggio di fenomeni quali bullismo, cyberbullismo e violenza online, uno strumento per supportare la comunità educante nel tutelare i più giovani.”
Cecilia Pellizzari, direttrice editoriale di Scomodo, ha sostenuto: “Quando si affronta il tema dell’esposizione alla violenza, emerge con chiarezza come la questione di genere rimanga centrale e urgente a ogni età. La predominanza femminile tra chi ha partecipato al questionario rappresenta già di per sé un dato significativo: evidenzia come questo sia un tema che interpella particolarmente chi si identifica nel genere femminile. I risultati ci raccontano qualcosa di come queste persone vivono: il 45% di chi ha subito violenza riporta di aver vissuto molestie sessuali. Oltre il 78% del totale dei rispondenti percepisce come pericolosa la condivisione online di materiale intimo (foto o video) con partner e amici, e dall’attualità sappiamo con chiarezza che le vittime di condivisione non consensuale sul web sono proprio le donne. La ricerca conferma che le soggettività femminili in età adolescenziale e pre adolescenziale rappresentano ancora oggi i soggetti più esposti a queste forme di violenza.”
E ha concluso: “Questo dato non deve limitarsi a generare una preoccupazione passiva, ma richiede necessariamente un intervento attivo e contestualizzato, capace di rispondere alle specificità di genere che le persone vivono e reclamano all’interno della società”