In occasione del centenario della morte di Antonio Gaudì, la Sagrada Familia raggiungerà il punto più alto della città. La Torre di Gesù Cristo è ormai vicina al completamento, frutto di un equilibrio tra tecnologia avanzata e artigianalità: nel cantiere ci lavorano oltre 200 persone coordinate dall’architetto Jordi Faulì. Per completare l’opera, oltre all’installazione dei quattro bracci orizzontali della croce sommitale, manca solo l’ultimo tassello, ovvero il braccio superiore che custodirà l’Agnus Dei, opera dell’artista italiano Andrea Mastrovito. Non appena ultimata la croce a cinque punte sarà un faro di ceramica bianca e vetro, con la capacità di riflettere il sole e brillare la notte, come sognava l’autore nei suoi Albums del Temple.
Il maestro Gaudì non vide mai la sua opera completa; infatti, il 7 giugno del 1926 mentre attraversava la Gran Via, non sentì l’arrivo di un tram che lo investì mortalmente. In un primo momento non venne riconosciuto a causa dei suoi abiti, solo il giorno seguente Barcellona scoprì che quell’anziano era l’uomo che stava ricostruendo l’anima della città. Alla sua morte quello che esisteva della basilica era la cripta, l’abside e una torre della facciata della Natività.
Quest’opera gli era stata commissionata 43 anni prima dai giuseppini. L’incarico era inizialmente affidato a Francisco del Villar, autore nel 1882 di un progetto in stile neogotico. Dopo il suo abbandono, fu l’industriale Eusebi Güell — già committente di opere fondamentali come Casa Vicens, Casa Batlló, Casa Milà e Palau Güell — a sostenere la scelta di Gaudí. Figlio di un forgiatore, Gaudì creò edifici che sembravano organismi viventi, foreste di pietra, superfici curve e spazi privi di angoli retti, estranei ai rigori del razionalismo novecentesco, sviluppando un linguaggio architettonico unico.
Faulì spiega “Gaudì ci ha lasciato il percorso, ma non una mappa, abbiamo dovuto imparare la grammatica prima ancora di completarne le frasi”. Durante la Guerra Civile (1936-1939) molti dei documenti, modelli e piante originali andarono persi a causa dei roghi anarchici; infatti, incendiarono parte della basilica, rallentando la costruzione. Dopodiché i lavori furono portati avanti dalla fondazione religiosa privata creata per completare l’opera. Tutto questo è stato possibile grazie ai flussi turistici che ogni anno visitano la città ed in particolare la Basilica, circa 4 milioni. Che finanziarono integralmente i lavori.
Nonostante le continue polemiche, il completamento per il centenario resta storia. Quando l’ultimo pannello sarà fissato, i visitatori potranno salire fino in cima per ammirare l’intera Catalogna.
Le celebrazioni prevedono eventi culturali e una solenne funzione liturgica alla quale è stato invitato il Papa, mentre il Vaticano ha già riconosciuto a Gaudí le virtù eroiche, primo passo ufficiale verso il processo di beatificazione.