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Cosa accadrà dopo Omicron? Ecco le previsioni degli scienziati

Speranze dalla Gran Bretagna che allenta le misure anti-contagio, ma l'Oms frena e mette in guardia su possibili nuove varianti

Cosa accadrà dopo Omicron? Ecco le previsioni degli scienziati
Pandemia nel Mondo

globalist

20 Gennaio 2022 - 09.46


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In Italia si sta dibattendo in queste ore sulla necessità di rivedere parametri e più in generale di adottare nuove forme per affrontare l’ondata causata da Omicron, grazie al fatto che la quasi totalità delle persone è vaccinata contro il Covid.

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Ma la vera domanda che ci si pone è se davvero la variante Omicron, che ha spaventato il mondo a causa della sua rapidità di diffusione, non sia in realtà la variante che ci può condurre alla fine della pandemia così come abbiamo imparato a conoscerla.

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Insomma la variante Omicron, che alimenta l’ondata di contagi covid, potrebbe coincidere con l’inizio della fine della pandemia? Se lo chiedono in molti e, mentre l’Organizzazione mondiale della sanità avverte di non abbassare la guardia perché “siamo ancora lontani” dall’esserne fuori, ventilando anche l’ipotesi di nuove possibili varianti, la scelta della Gran Bretagna di allentare le misure anti-contagio offre qualche speranza in più.

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Bassetti

“Nel Regno Unito vedono una luce forte in fondo al tunnel e non uno spiraglio” dice Matteo Bassetti, direttore della Clinica di malattie infettive all’ospedale San Martino di Genova, fa il punto della situazione epidemiologica. “I dati delle ospedalizzazioni e dei pazienti intubati” per Covid “sono con il segno meno da diversi giorni. C’è poi un calo dei contagi, una riduzione della circolazione del virus e anche della gravità della malattia che ci aspettavamo con Omicron, e lo vedremo prestissimo anche in Italia. Già siamo arrivati al picco, la prova sono i ricoveri in terapia intensiva che sono stabili da una settimana”.

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Pregliasco

“Non saremo fuori totalmente dalla pandemia, arriveremo presumibilmente a un livello di tollerabilità e di riduzione dei casi”. E’ cauto il virologo Fabrizio Pregliasco sul futuro dell’epidemia di Covid-19. “Speriamo di aver raggiunto il picco. I modelli matematici ci davano ancora una o 2 settimane, ma del resto il picco ci rendiamo conto di averlo passato quando vediamo il calo dei contagi, quindi lo diciamo ex post”.

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“Secondo me, e l’ho detto più volte – ricorda l’esperto – avremo un andamento a onde e la prossima onda sarà molto più bassa, se non si inserisce un nuovo virus, perché saremo in gran parte immuni e quindi in qualche modo il Covid diventerà una cosa simile al virus influenzale stagionale”. Di fatto “la pandemia finirà quando si accetterà questa quota di malati in eccesso e verrà considerata un male necessario”, precisa il virologo. Ovviamente non ora con tutti questi morti, ma “a un certo punto diremo un tot al giorno sono accettabili. Del resto anche con l’influenza abbiamo 10mila morti all’anno ovvero 27 al giorno. Poi il valore è una scelta politica di assuefazione”.

Galli

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Sulla possibilità che la variante Omicron si sia indebolita, “non credo che i morti di oggi siano tutti legati alla variante Delta”. E’ quanto ha detto Massimo Galli, già direttore di Malattie infettive all’ospedale Sacco di Milano, ospite di ‘Agorà’ su Rai Tre. “Tratterei col dovuto rispetto anche la variante Omicron, che per certi aspetti ha meno capacità patogena ma non è vero che non ne abbia”.

“Mi auguro che” il calo dei casi in Gb “prefiguri il comportamento della variante Omicron un po’ dappertutto – ha detto Galli -. In una situazione in cui le vaccinazioni sono numerose, mi auguro si possa arrivare a un contenimento dopo un periodo di diffusione della variante”.

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Signorelli

“Ormai siamo arrivati sulla parte alta della curva epidemica. Sarà questione di giorni. Siamo sicuramente alla fine dell’ondata, non della pandemia” di Covid-19, “però. Su questo ultimo elemento non possiamo avere certezze. E’ ipotizzabile, del resto, che qualche altra variante” del coronavirus Sars-CoV-2 “possa ancora arrivare”. Lo spiega Carlo Signorelli, docente di Igiene e Sanità all’università Vita-Salute San Raffaele di Milano, che ricorda come “l’Inghilterra ha avuto la quarta ondata prima di noi e ne sta uscendo. Noi siamo indietro di circa 3 settimane”.

Mastroianni

“Siamo prudenti” nel dire che l’ondata di Omicron si è indebolita” dice Claudio Mastroianni, presidente della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit) e ordinario di Malattie infettive all’Università Sapienza di Roma. “La situazione epidemiologica è ancora fluida e oscilla molto a livello territoriale. Prima di dire che ne siamo fuori dobbiamo aspettare ancora un po’ di giorni, quando aumenterà ancora la quota di vaccinati e di persone guarite”.

“E’ vero che Omicron nei soggetti che hanno completato il ciclo vaccinale ha una quadro clinico lieve – ricorda -, ma se colpisce i fragili che magari non hanno fatto il booster può essere più insidiosa. Il virus circola ancora tanto, in più stiamo vedendo persone ricoverate che sono positive, ma non hanno la malattia. Sono ospedalizzati che devono operarsi per altri problemi, ma sono asintomatici. Questo tipo di casi ci crea dei problemi a livello organizzativo – sottolinea l’esperto – perché abbiamo la necessità di avere aree per positivi con malattia e aree per chi è positivo, ma ricoverato per altre situazioni cliniche”.

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