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Ricciardi: "I no green pass non si rendono conto di quanto la pandemia sia pericolosa"

Il consulente del ministro alla Salute Roberto Speranza: "Se non tuteliamo la salute e l'economia ci troviamo nei guai. Invece noi siamo tra i migliori al mondo in questo senso".

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Walter Ricciardi

globalist

17 Ottobre 2021


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Non serve spiegare nei numeri quanto i vaccini e il Green pass facciano bene alla ripresa nazionale, ma molti disinformati preferiscono protestare contro quegli strumenti che permettono di tornare alla normalità.
L’importante adesso è convincere almeno una parte dello zoccolo duro e cominciare con la terza dose, quando possibile.
“La misura ha già rivelato la sua efficacia e la dimostrerà ulteriormente, come è successo in Danimarca.

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Ci permetterà di tornare alla normalità e svolgere in sicurezza le attività al chiuso, alle quali non parteciperanno soggetti infetti e contagiosi”.

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Così, Walter Ricciardi, consulente del ministro alla Salute Roberto Speranza, sull’obbligo di green pass. Secondo Ricciardi “a protestare sono una minoranza. Come si è visto non riescono a comprendere quanto questa pandemia sia pericolosa. Se non tuteliamo la salute e l’economia, cioè il lavoro, ci troviamo nei guai. Invece noi siamo tra i migliori al mondo in questo senso”.

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Basterà raggiungere il 90% di prime dosi per stare tranquilli? – “Sicuramente – dice Ricciardi – quella percentuale ci porrà in una condizione di maggiore serenità. Non è sufficiente a eradicare il coronavirus perché i bambini non sono ancora coinvolti nella campagna ma comunque darà un contributo straordinario alla sicurezza. Già adesso il problema sta diventando individuale e non collettivo, il sistema sanitario non è sotto pressione. Quindi il 90% va bene ma quando si potranno vaccinare anche i bambini dovremo mantenere la stessa copertura sul totale della popolazione”.

Quanto alla possibilità di togliere, con questi numeri e coperture, lo stato di emergenza che scade il 31 dicembre, Ricciardi afferma: “Diciamo che ci avviamo per lo meno a una situazione di sicurezza, anche se la pandemia non è finita. Quindi il nostro stato di emergenza pian piano si può attenuare. Siamo però circondati da Paesi, sia europei, con dati all’Est drammatici, per non parlare del resto del mondo, Usa in primis, dove ci sono numeri raccapriccianti. E ne usciremo quando tutti nel mondo si vaccineranno”.

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