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Oltre un adolescente su 7 ha un disturbo mentale: l'allarme dell'Unicef

Per effetto del Covid il 20% dei giovani tra i 15 e i 24 anni dichiara di sentirsi spesso depresso o di avere poco interesse nello svolgimento di attività

Ragazzo, depressione

globalist

5 Ottobre 2021


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Circa 89 milioni di ragazzi e di 77 milioni ragazze e 19 anni di età convivono con un disturbo mentale diagnosticato: si tratta di un adolescente su 7.
A lanciare l’allarme è l’Unicef, che attraverso il rapporto “La condizione dell’infanzia nel mondo” sottolinea come il disagio può diventare insopportabile, tanto che porta quasi 46.000 adolescenti ogni anno a togliersi la vita, più di uno ogni 11 minuti.
L’ansia e la depressione rappresentano il 40% dei disturbi mentali diagnosticati e i tassi in percentuale sono più alti in Medio Oriente e Nord Africa, in Nord America e in Europa Occidentale. In alcuni casi il disagio mentale è tale da lasciare i giovani con la sensazione di non avere una via di uscita.
E così il suicidio è, nel mondo, una fra le prime cinque cause di morte fra i 15 e i 19 anni ma in Europa occidentale diventa la seconda, con 4 casi su 100mila, dopo gli incidenti stradali.
L’impatto sull’economia Le problematiche di salute mentale diagnosticate, tra cui Adhd, ansia, autismo, disturbo bipolare, disturbo della condotta, depressione, disturbi alimentari e schizofrenia, danneggiano i bambini e anche la società nel suo insieme. Una nuova analisi della London School of Economics presente nel rapporto indica che il mancato contributo alle economie a causa dei problemi di salute mentale che portano a disabilità o morte tra i giovani  è stimato in quasi 390 miliardi di dollari all’anno.
L’appello dell’Unicef ai governi A fronte di questo, “i governi stanno investendo troppo poco per affrontare questi bisogni fondamentali”, ha dichiarato il direttore generale dell’Unicef Henrietta Fore.
A livello globale, infatti, agli interventi per la salute mentale viene destinato circa il 2% dei fondi governativi per la salute. “Troppo poco rispetto alle necessità”, mette in guardia il rapporto.
Effetto del Covid sui giovani si dice depresso Secondo il rapporto dell’Unicef, inoltre, un giovane su 5 tra i 15 e i 24 anni dichiara di sentirsi spesso depresso o di avere poco interesse nello svolgimento di attività. E i giovanissimi “potrebbero sentire per molti anni a venire l’impatto del Covid-19 sulla loro salute mentale e sul loro benessere”. A livello globale, almeno 1 bambino su 7 è stato direttamente colpito dai lockdown, mentre più di 1,6 miliardi di bambini hanno perso parte della loro istruzione a causa delle chiusure delle scuole. L’interruzione della routine, dell’istruzione, delle attività ricreative, così come la preoccupazione per il reddito familiare e la salute, spiega il rapporto, rende molti giovani spaventati, arrabbiati e preoccupati per il loro futuro.
Lockdown e restrizioni “Sono stati 18 lunghi mesi per tutti noi, specialmente per i bambini – ha dichiarato Fore -. Con i lockdown a livello nazionale e le restrizioni di movimento legate alla pandemia, i bambini hanno trascorso anni indelebili della loro vita lontano dalla famiglia, dagli amici, dalle aule, dal gioco, elementi chiave dell’infanzia stessa”. Ma l’impatto della pandemia sulla salute mentale “è solo la punta dell’iceberg. Anche prima della pandemia – conclude – troppi bambini erano gravati dal peso di problemi non affrontati di salute mentale”. Secondo quanto emerso, dunque, i bambini e i giovani potrebbero sentire per molti anni a venire l’impatto del Covid sulla loro salute mentale e sul loro benessere.

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