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Galli: "Sì alle discoteche per vaccinati e chi si fa il tampone"

Il direttore delle Malattie infettive dell'ospedale Sacco di Milano: "Molti giovani hanno capito che vaccinarsi è vivere"

Massimo Galli
Massimo Galli

globalist Modifica articolo

7 Giugno 2021 - 15.27


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Massimo Galli, direttore delle Malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, è favorevole alle riaperture delle discoteche in estate, a patto che all’ingresso si facciano tamponi a tappeto per scovare eventuali positivi asintomatici oppure che entrino persone con anticorpi attivi.
“Sì alle discoteche purché aprano a vaccinati, persone immuni con anticorpi attivi dopo l’infezione e a chi si fa il tampone entrando. Inutile scatenare rivolte su questi temi: quello che conta è sapere se questa cosa può essere fatta in sicurezza”. 
“Tamponare tutte le persone all’ingresso in discoteca – continua Galli – non è così difficile da organizzare, in fondo. E non ha un costo così spaventoso. Altrimenti serve una certificazione che i clienti siano immuni e vaccinati. Credo comunque che tamponare al momento sia un elemento di maggior sicurezza. E’ un piccolo dazio per chi vuole andare a divertirsi senza per questo essere demonizzato”.
La mascherina, comunque,ricorda Galli “rimane un presidio importante ma trovo difficile che si possa essere fiscali, seduti ad un tavolo con le consumazioni. Il suggerimento, in questa fase, è che si operi in termini di attenzione piuttosto che in termini di prescrizioni negative”, conclude.

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I giovani hano capito: vaccinarsi è vivere
“I giovani sembrano aver capito che vaccinarsi vuol dire vita, avere più modo di essere presenti nelle attività di tipo sociale a cui trovo naturale che i giovani tendano.
Invece mi preoccupa lo zoccolo duro di persone mature che non si vaccinano per riserve mentali di vario tipo”. 
 
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