Sileri: "Non credo a una seconda ondata come per la spagnola, tanti pregiudizi sull'app immuni"

Il vice-ministro della Salute: "Credo in focolai che potranno anche essere molteplici, ma la nostra bravura sarà quella di contenerli avendo anche il coraggio di ricreare aree rosse dove sarà necessario"

Pierpaolo Sileri

Pierpaolo Sileri

globalist 27 giugno 2020

Una intervista a tutto tondo: il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, da un lato avverte che "il virus circola poco ma è fra noi", dall'altro sottolinea: "Non credo a una seconda ondata come per la Spagnola".


Il viceministro ha spiegato in un`intervista a Tgcom24, la sua posizione: "Quello che stiamo osservando è una situazione molto sotto controllo, è chiaro che il periodo delle vacanze vede spostarsi più persone ma poi dobbiamo osservare quello che accade. Il virus è fra noi, circola poco ma settimana dopo settimana dobbiamo analizzare i dati, vedere i focolai e procedere per eventuali chiusure o cambiamenti delle linee guida".


"Quando il virus è arrivato in Italia - ha ricordato Sileri - è stato come uno tsunami, è arrivato in maniera violenta soprattutto in Lombardia. Quindi ospedali pieni e terapie intensive piene. Oggi invece ci sono dei focolai che dobbiamo tenere sotto controllo. Altra cosa importante è fare tantissimi tamponi per proteggere i positivi. I positivi oggi sono senza alcun sintomo nella maggioranza dei casi e quindi senza un impegno gravoso per il nostro personale sanitario. E questo accadrà fino a quando il virus non morirà. Niente panico ma trasformiamo la paura in consapevolezza. Il virus c’è ma noi difendiamo gli altri, le nostre famiglie, i nostri anziani e andiamo avanti con la nostra vita".


Sull’indice R0 aumentato in alcune regioni, commenta: "Dobbiamo stare tranquilli perché quell’indice mostra la contagiosità dei virus ma laddove il virus sta circolando, cioè nei focolai. E lì è normale che il famoso R0 sia più alto ma l’importante è che i focolai siano sotto controllo, come è accaduto a Mondragone o a Fiumicino. Devono essere circoscritti grazie a un numero di tamponi elevato e a una quarantena per i positivi".
Riguardo al tema contact tracing e allo scetticismo nel fare i test sierologici e nello scaricare l`app Immuni, Sileri sottolinea: "Molti dicono di no perché se poi risultassero positivi non vogliono fare la quarantena, ma in realtà la quarantena la fai solo se sei positivo al tampone, non al test sierologico. La stessa cosa vale per l`app Immuni, c’è un grosso pregiudizio legato alla privacy invece è veramente sicura, è un aiuto che ci permette di riprendere la nostra vita prima e meglio. Oggi il tampone è garantito quasi subito nella stragrande maggioranza dei casi: in 24-48 ore si ha il responso del tampone".


Infine, sull`ipotesi di una seconda ondata come accadde per la Spagnola, rilanciata ieri da Ranieri Guerra dell'Oms, il viceministro non concorda: "Non ci credo perché siamo in un`epoca diversa, oggi c`è maggior consapevolezza, ci sono più mascherine, abbiamo imparato a proteggerci, l`informazione gira più velocemente, abbiamo imparato la distanza, abbiamo strumenti che ci consentono un maggior controllo del territorio, come Immuni che va scaricata. Non credo in una seconda ondata come accadde per la Spagnola, credo in focolai che potranno anche essere molteplici, ma la nostra bravura sarà quella di contenerli avendo anche il coraggio di ricreare aree rosse anche più o meno vaste dove sarà necessario. Una seconda ondata violenta come quella avvenuta in Lombardia in cui morivano mille persone al giorno non credo assolutamente che tornerà".


"Certo - ha concluso Sileri - dobbiamo mantenere queste misure di difesa, alla quale aggiungo che quando si hanno dei sintomi bisogna chiudersi in casa e chiamare il medico di base. Siamo in una fase cronica e bisogna badare alla nostra salute".