Coronavirus creato in laboratorio: l'epidemiologo Bucci spiega cosa c'è dietro la bufala

Intervistato da RaiNews24 e poi da Linea diretta il docente alla Temple University Usa ha detto che non si tratta del Covid-19 e ha spiegato perché è pratica comune creare virus in laboratorio

L'epidemiologo Enrico Bucci

L'epidemiologo Enrico Bucci

globalist 26 marzo 2020
Una bufala. O meglio: una notizia vera (un esperimento del 2015) ma letta con occhi ignoranti e fuori contesto che per i soliti imbecilli fautori dell’anti-scienza che popolano il web (e la politica, in alcuni casi) è diventata la prova provata del fatto che il coronavirus sia stato prodotto in un laboratorio cinese e, quindi, la pandemia sia il frutto del lavoro di qualche dottor Stranamore di Pechino e dintorni.
Una sciocchezza senza eguali.
Così mentre Salvini preannunciava azioni politiche e pompava sui social la bufala prima ancora di aver fatto una qualsiasi minima verifica, sulla vicenda (tra gli altri) è intervenuto l’epidemiologo Enrico Bucci, docente alla Temple University Usa.
Prima con una intervista a Gerardo D’Amico su RaiNews24 e poi con un’altra intervista a Presa Diretta.
Per riassumere, Bucci ha spiegato alcune cose che hanno spazzato i dubbi.
Primo che il virus del laboratorio non è il Covid-19 che si è diffuso naturalmente. E questo perché o virus possono essere tracciati, altrimenti non si sarebbe capita l’associazione con un pipistrello.
Secondo che in ogni caso i virus prodotti in laboratorio non posso dare origine a epidemie.
Il terzo che produrre i virus in laboratorio è pratica comune della comunità scientifica e non opera di uno ‘stato canaglia’ e serve per prevedere e prevenire in anticipo alcuni scenari.
In quel caso si scoprì che la trasmissione di un virus dal pipistrello all’uomo era possibile. Il che, ovviamente, non significava che dovesse accadere o che si dovesse preparare in anticipo un vaccino su qualcosa prima che si manifestasse.
Il video del professor Bucci è chiaro. Bastava ascoltarlo prima di dare il via all’ennesima isteria che può provocare più danni di quanto immaginiamo.
Oltre a dimostrare che ignoranza e irresponsabilità vanno di pari passo.