Approvato il vergognoso ddl caccia: un grave passo indietro per ambiente, animali e civiltà democratica
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Approvato il vergognoso ddl caccia: un grave passo indietro per ambiente, animali e civiltà democratica

Secondo Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia la caccia è un’attività che contribuisce alla biodiversità e alla tutela degli ecosistemi, perciò, sarà possibile esercitarla praticamente ovunque

Approvato il vergognoso ddl caccia: un grave passo indietro per ambiente, animali e civiltà democratica
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Giovanna Musilli Modifica articolo

24 Giugno 2026 - 18.07


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Nel silenzio generale il Senato ha appena approvato il disegno di legge più vergognoso, pericoloso e anacronistico di sempre: il ddl sulla caccia. Il testo la cui prima firma è quella del senatore di Fratelli d’Italia Lucio Malan è stato approvato con 80 voti favorevoli, 56 contrari e due astenuti. Ora passerà alla Camera dove si spera che le opposizioni riescano a seppellirlo. 

In sintesi, secondo Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia la caccia è un’attività che contribuisce alla biodiversità e alla tutela degli ecosistemi, perciò, sarà possibile esercitarla praticamente ovunque eccetto che – bontà loro – nei centri cittadini. Si potrà cacciare sulle spiagge, nei boschi, perfino nelle riserve finora protette, con buona pace degli agricoltori, ma anche delle persone che fra un bagno al mare e l’altro si dovranno preoccupare di schivare proiettili. 

Inoltre, diminuiscono le tutele per le specie protette come il lupo e altri animali selvatici, gli uccelli potranno essere cacciati anche nei periodi di nidificazione e come se tutto ciò non fosse sufficiente, si prevede perfino la liberalizzazione dei permessi di caccia. L’Italia rischia di diventare il parco venatorio d’Europa. 

Legambiente, Lac, Lav, Enpa, Lipu e Wwf sperano in una mobilitazione pubblica che impedisca questo scempio, peraltro profondamente incostituzionale. In effetti, gli articoli n. 9 e n. 41 della Costituzione tutelano l’ambiente, gli animali e la biodiversità. Per giunta, la legge costituzionale n. 1 del 2022 ha modificato entrambi gli articoli in senso ecologista, spostando il focus dalla difesa dell’ambiente in vista dell’uomo alla difesa dell’ambiente per se stesso. È stato infatti aggiunto un nuovo comma all’articolo 9 allo scopo di inserire la tutela ambientale nei “Principi fondamentali”, mentre le modifiche dell’articolo 41 hanno subordinato l’iniziativa economica (pubblica e privata) alla salvaguardia dell’ambiente. 

Questa orribile legge sacrifica animali, ambiente e sicurezza umana in nome degli interessi delle lobby dei cacciatori, evidentemente ben rappresentate all’interno del governo di Giorgia Meloni, oltretutto violando ben due direttive europee (Direttiva Habitat e la Direttiva Uccelli), tanto che l’Italia ha già subito un richiamo della Commissione europea. A tutto ciò si aggiunge anche l’incompatibilità del ddl con quanto previsto dalla Convenzione di Berna sulla Conservazione della Vita selvatica e degli Habitat Naturali. Di fatto, il comitato di vigilanza della Convenzione ha già chiesto chiarimenti ufficiali al Governo.

Insomma, mentre la Costituzione, l’Europa e il buonsenso vanno nella direzione opposta, il governo italiano decide di tirare dritto, ignorando i danni ambientali e i rischi per i cittadini inscritti in questo disegno di legge già denominato “sparatutto”.

Non ci aspettiamo per ovvie ragioni che qualcuno all’interno di questa maggioranza di governo conosca il Principio Responsabilità, in cui fin dagli anni Novanta Hans Jonas scriveva che l’imperativo categorico della ragion pratica moderna dovrebbe essere «agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la sopravvivenza di un’autentica vita umana sulla terra»; ma ci aspettiamo che quanto meno la madre cristiana Giorgia Meloni, immaginando la scena di un bambino colpito accidentalmente dal fucile di un cacciatore mentre fa un castello di sabbia sulla spiaggia, blocchi l’iter di una legge tanto ignobile. 

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