Sergio Mattarella accusa: Libano sotto le bombe, violata la sovranità di uno Stato indipendente
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Sergio Mattarella accusa: Libano sotto le bombe, violata la sovranità di uno Stato indipendente

Il contesto internazionale resta altamente instabile. La tregua in Iran si è rivelata fragile, lo Stretto di Hormuz rimane chiuso e Israele continua i bombardamenti contro Hezbollah in Libano, con possibili ripercussioni anche sui militari italiani

Sergio Mattarella accusa: Libano sotto le bombe, violata la sovranità di uno Stato indipendente
Sergio Mattarella
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9 Aprile 2026 - 20.13


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La Nato torna al centro dello scontro politico e strategico tra le due sponde dell’Atlantico. E Sergio Mattarella, senza mai nominarlo direttamente, manda un messaggio chiaro a Donald Trump al termine dell’incontro con Petr Pavel: l’Alleanza resta un pilastro condiviso.

Trump, infatti, si era detto deluso della Nato durante un colloquio con Mark Rutte, lamentando il mancato sostegno nel recente conflitto con l’Iran: “Non c’era quando ne avevamo bisogno e non ci sarà se ne avremo bisogno di nuovo”, estendendo poi la sua critica anche alla questione della Groenlandia.

La replica del Capo dello Stato italiano è netta, anche se indiretta: la partecipazione all’Alleanza non può essere letta solo in chiave militare. “Anche il contributo di chi non partecipa, perché non belligerante, è importante”.

Per Mattarella, la Nato resta un sistema di “reciproca convenienza”. Ripercorrendone la storia, ha ricordato come fosse nata per contenere l’espansione sovietica, mentre oggi si confronta con “grandi soggetti internazionali”, un passaggio che ne rafforza l’attualità. L’alleanza, ha sottolineato, è inevitabile: “Europa e Usa sono indissolubilmente legati. L’interesse è bilaterale”. In questo quadro, ha aggiunto, “la difesa europea è ormai un’esigenza indifferibile”. Anche perché, dopo l’Ucraina, il rischio potrebbe estendersi a “qualunque altro Paese”.

Il contesto internazionale resta altamente instabile. La tregua in Iran si è rivelata fragile, lo Stretto di Hormuz rimane chiuso e Israele continua i bombardamenti contro Hezbollah in Libano, con possibili ripercussioni anche sui militari italiani impegnati nella missione Unifil.

Su questo punto arriva il secondo passaggio chiave del Presidente della Repubblica: “Abbiamo parlato del Libano, un Paese indipendente con un nuovo governo che sta procedendo anche al disarmo di Hezbollah e che oggi si ritrova sotto la tempesta di bombardamenti devastanti”. Un riferimento diretto all’azione militare israeliana contro uno Stato sovrano.

La visita di Mattarella a Praga, in programma per due giorni, si svolge in un contesto politico interno complesso. Il presidente Pavel mantiene una linea filo-ucraina ed europeista, mentre il primo ministro Andrej Babiš guida un esecutivo euroscettico con aperture verso il Cremlino. Il Capo dello Stato italiano ha scelto di incontrare esclusivamente Pavel, con cui ha avuto un bilaterale al Castello.

Ex militare, Pavel esercita poteri simili a quelli del presidente italiano. Solo un mese fa, circa 90 mila persone sono scese in piazza per sostenerlo dopo un duro scontro politico con il ministro degli Esteri.

Era da quattordici anni, dai tempi di Giorgio Napolitano, che un presidente della Repubblica italiana non visitava Praga. Al suo arrivo, Mattarella ha incontrato anche una rappresentanza della comunità italiana presso l’Istituto italiano di cultura: nella capitale vivono circa cinquemila connazionali e nel Paese operano tremila imprese italiane.

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