La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, sferra un attacco frontale alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intrecciando la critica politica con un richiamo puntuale agli articoli della Costituzione.
«La sua propaganda ha sbattuto forte contro la realtà di quei 15 milioni di italiani che sono andati a votare e hanno detto ‘no’ per difendere la Costituzione». Schlein rivendica l’esito politico come una sconfitta per il governo e un segnale chiaro dal Paese reale.
Il cuore dell’intervento è un elenco serrato dei principi costituzionali disattesi: dal diritto alla salute a quello al lavoro, fino al ripudio della guerra. «Toccherà a noi costruire l’alternativa con gli alleati e riuscire ad attuare la Costituzione che avete provato a stravolgere». E ancora: «Articolo 11: l’Italia ripudia la guerra. Trump» sull’Iran «ha detto che sarebbe morta un’ intera civiltà», quel Trump per cui avete «proposto il nobel per la pace». Dopo tutto quello che sta accadendo, «non riuscite ancora a dire» a Trump e Netanyahu «vi dovete fermare».
Nel mirino della leader dem anche le politiche economiche e sociali dell’esecutivo: «L’Italia è una repubblica fondata sul lavoro ma per il governo “è fondata sul lavoro povero e sul lavoro precario. E continuate a rifiutare il salario minimo”, e “toccherà a noi occuparcene”».
L’affondo si fa ancora più duro sul bilancio complessivo dell’azione di governo: «Avete sfidato la Costituzione e avete perso, il popolo sovrano vi ha battuto nelle urne. Si vede che avete molta voglia di tornare all’opposizione, vi accontenteremo. Se non è troppo impegnata con gli scandali dei suoi ministri, vorrei mandarle una cartolina dal Paese reale, dove gli stipendi si sono abbassati di nove punti percentuali mentre il prezzo del carello si alzava di 40. Se non ci fosse stato il Pnrr, saremmo già in recessione. Le tasse sono su livelli record da dodici anni, le bollette già le più care di Europa, e avete sfondato il record di decreti che erano già superati dai fatti, avete pasticciato su transizione 5.o. Non c’è nessuno degli italiani che può dire di stare meglio, avete tagliato l’80% del fondo dell’auto, nel momento di maggiore crisi del settore. Avete perso tempo in un’insensata guerra alle rinnovabili perdendo possibilità di buon lavoro e buona impresa, dovevate abolire le accise, ma le avete aumentate, e quei pochi centesimi di sconto saranno mangiati dalla crisi attuale. Chi pensate di prendere in giro? Dovevate aumentare le pensioni minime di 1000 euro, ma le avete aumentate di un paio di caffè. Volevate migliorare la sicurezza ma ora scaricate le colpe sui sindaci. Se aveste messo un euro per ogni reato sulla sanità pubblica, oggi avremmo le liste ridotte a metà. I giovani? Devono decidere se accettare uno stage non pagato o partire per l’estero. La sua incoerenza, presidente Meloni, è sotto gli occhi di tutti gli italiani. Che occasione storica ha sprecato, presidente, di cambiare questo Paese: avevate qui i numeri per cambiare tutto e non avete fatto nulla per cambiare in meglio la vita degli italian».
La conclusione è una dichiarazione di linea politica: «Non si preoccupi presidente Meloni, toccherà a noi costruire l’alternativa con gli alleati e in mezzo alle persone. Toccherà a noi attuare fino in fondo la Costituzione che avete provato a stravolgere».
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