No pasarán! Le belle bandiere tornano a sventolare
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No pasarán! Le belle bandiere tornano a sventolare

Le belle bandiere tornano a sventolare. Hanno tanti colori, ma un unico messaggio: No pasarán! Sono bandiere giovani innervate di ideali che non hanno tempo.

No pasarán! Le belle bandiere tornano a sventolare
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Umberto De Giovannangeli Modifica articolo

23 Marzo 2026 - 19.51


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Le belle bandiere tornano a sventolare. Hanno tanti colori, ma un unico messaggio: No pasarán! Sono bandiere giovani innervate di ideali che non hanno tempo. Giovani perché a determinare il grande successo del NO sono stati soprattutto loro. I giovani che la stampa mainstream e le Tv gerontocratiche raccontavano come apatici, interessati solo al consumare di tutto e di più. Attenti all’apparire più che all’essere. E invece NO. Quel No che dalle piazze si è spostato nelle urne. Quel NO alla guerra, al genocidio di Gaza. Il No alle stragi in mare e a un governo che non ha saputo fare altro che criminalizzare chi le vite in mare provava a salvarle e stringere patti con dittatori, criminali (al Masri docet) spesso in combutta con gli spregevoli trafficanti di esseri umani. 

La sinistra non s’illuda di aver intascato un assegno in bianco. Quei giovani non amano la delega né hanno incoronato leader che devono ancora farne di strada e di coerenza per potere essere all’altezza di questo vento del cambiamento.

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Un vento salutare. Pulito. Vitale. Un vento che ha spinto la Flotilla verso Gaza. Che ha difeso la Costituzione nata dalla resistenza antifascista. Che ha colto quell’autoritarismo viscerale che segna la destra in Italia, in Europa, nel mondo. L’ha colto ed ha saputo andare controcorrente. 

Un vento radicale, che sogna un mondo che non sia marchiato dallo sfruttamento e dall’oppressione. Una Italia dove sicurezza sia parola di sinistra non perché securitaria, ma perché fa rima con diritti, al lavoro, al libero pensiero, alla cittadinanza, una sicurezza inclusiva e non respingente.

Il 23 marzo è tutto questo. Scusate se vi pare poco.

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