Cucchi, Fratoianni e Magni (Avs) contro Piantedosi: "E' un problema per il Paese, la situazione è grave"
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Cucchi, Fratoianni e Magni (Avs) contro Piantedosi: "E' un problema per il Paese, la situazione è grave"

Fratoianni contro Piantedosi: "Ho come l`impressione che il ministro Piantedosi pensi di essere ministro di Polizia dopo i moti risorgimentali del 1848".

Cucchi, Fratoianni e Magni (Avs) contro Piantedosi: "E' un problema per il Paese, la situazione è grave"
Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni
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19 Febbraio 2024 - 14.49


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“Ho come l`impressione che il ministro Piantedosi pensi di essere ministro di Polizia dopo i moti risorgimentali del 1848”. Lo ha scritto in una nota il segretario nazionale di Sinistra Italiana e parlamentare dell`Alleanza Verdi Sinistra, Nicola Fratoianni, riferendosi al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.

“Sia che parli di Cpr che della sentenza della Cassazione sui respingimenti illegali in Libia – ha proseguito il leader di Si – o delle disinvolte pratiche identificative delle forze dell`ordine, siamo di fronte a posizioni gravi e preoccupanti. Questo Paese ha un altro problema ed è questo ministro dell`Interno” ha concluso.

I senatori dell’alleanza Verdi e Sinistra Ilaria Cucchi e Tino Magni rincarano la dose.

“Il ministro dell’Interno Piantedosi non è mai stato in un Centro di permanenza per il rimpatrio dei migranti. Di sicuro non a Via Corelli a Milano. Se ci fosse stato, avrebbe constatato le orribili condizioni in cui sono costretti a vivere i migranti trattenuti, e non avrebbe detto quello che ha detto. Dal ministro dell’Interno solo parole gravi e in libertà. Il ministro parla perché evidentemente non conosce lo stato dei Cpr nel nostro Paese e questo è una cosa grave”.

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“I Cpr sono luoghi di detenzione per persone che non dovrebbero essere detenute – continuano – e sono peggio delle carceri vere e proprie, proseguono i senatori di Avs. Il ministro poi dovrebbe anche sapere che sono tante le inchieste della magistratura sulle gestioni dei Centri di Permanenza per il Rimpatrio dei migranti. Si cambia città ma le accuse sono sempre le stesse: trattamenti disumani, maltrattamenti, abuso di psicofarmaci, malagestione, carenze igienico-sanitarie, truffa ai danni dello Stato”.

“I Centri di permanenza per i rimpatri sono luoghi non modificabili, essendo strutturalmente concepiti per la negazione dei diritti fondamentali e della stessa dignità umana, e per questo vanno chiusi immediatamente”.

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