Accordo Italia-Albania, Magni (Avs): "E' una vergogna, viola i diritti umani dei migranti e costa mezzo miliardo"
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Accordo Italia-Albania, Magni (Avs): "E' una vergogna, viola i diritti umani dei migranti e costa mezzo miliardo"

Migranti, Magni (Avs): "Il Trattato con l'Albania, che costa alle casse pubbliche 100 milioni all'anno per 5 anni, è in violazione del principio di non respingimento e dell'attuazione di pratiche di detenzione illegittima”. 

Accordo Italia-Albania, Magni (Avs): "E' una vergogna, viola i diritti umani dei migranti e costa mezzo miliardo"
Tino Magni
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15 Febbraio 2024 - 11.42


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Il senato ha ratificato l’accordo sui migranti tra Albania e Italia, stretto tra i due primi ministri. Un accordo che, secondo Tito Magni di Avs, viola i diritti umani.

“L’accordo Italia Albania, “di ‘storico’ ha solo la gravissima violazione dei diritti umani, e sacrifica la sofferenza di persone in carne o ossa sull’altare della propaganda politica del governo Meloni. L’ennesimo provvedimento truffa, che non risolve il delicato fenomeno migratorio, utile alla destra solo per la campagna elettorale permanente contro i migranti. Il Trattato con l’Albania, che costa alle casse pubbliche 100 milioni all’anno per 5 anni, è in violazione del principio di non respingimento e dell’attuazione di pratiche di detenzione illegittima”. 

“Una destra strabica che da una parte dichiara di combattere i trafficanti e poi rinnova gli accordi con la Libia, la cui Guardia costiera di giorno indossa la divisa e di notte traffica con chi organizza il commercio di vite umane in mezzo al Mediterraneo. Per combattere questo sistema bisogna sospendere gli accordi con la Libia e costruire piccoli centri di accoglienza distribuiti su tutto il territorio in modo equilibrato”. 

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“Non si è clandestini per scelta, la clandestinità è una condizione subita e la destra l’ha moltiplicata per difendere la legge Bossi-Fini, la più formidabile macchina per fabbricare clandestinità che possa esistere. Questo provvedimento si inserisce in una precisa strategia che soffia sul fuoco della paura, del diverso, sulla demonizzazione del nemico, dei più fragili, dei migranti, sulla retorica dell’invasione, lavorando scientificamente per demolire ogni possibile strumento in grado di affrontare con coerenza e con efficacia un grande fenomeno strutturale, come quello delle migrazioni”. 

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