Guerra di Gaza, Boldrini (Pd): "Il governo difenda l'indipendenza dell'Aja dalle pressioni di Netanyahu"
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Guerra di Gaza, Boldrini (Pd): "Il governo difenda l'indipendenza dell'Aja dalle pressioni di Netanyahu"

Guerra di Gaza, Boldrini (Pd): "Il governo rigetti qualsiasi tentativo di minare l'indipendenza della Corte dell'Aja e si impegni, fin da subito, ad attuare qualunque misura decisa dai giudici".

Guerra di Gaza, Boldrini (Pd): "Il governo difenda l'indipendenza dell'Aja dalle pressioni di Netanyahu"
Laura Boldrini
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11 Gennaio 2024 - 13.23


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Laura Boldrini, deputata Pd e presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo, è intervenuta sulla questione del ricorso alla Corte dell’Aja del Sudafrica contro i crimini di guerra di Israele, definiti genocidio.

«Inizia oggi, alla Corte Internazionale di Giustizia dell’Aja il procedimento che valuterà l’accusa di genocidio dei palestinesi a Gaza mossa dal Sudafrica contro Israele. Dopo oltre 23 mila morti, di cui la stragrande maggioranza donne e bambini, il Sudafrica si è rivolto, con un nutrito dossier, alla Corte dell’Aja. Un procedimento storico e se l’Aja accoglierà la richiesta di misure cautelari avanzata dal Sudafrica, Israele potrebbe dover sospendere immediatamente le operazioni militari a Gaza».

«Dalle notizie di stampa, il governo Netanyahu starebbe tentando di fare pressioni politiche, tramite le ambasciate, sugli stati alleati perché rigettino le accuse. Abbiamo già letto una dichiarazione dell’ambasciatore israeliano in Italia pubblicata da un noto quotidiano nazionale. Sarà la Corte a stabilire come stanno le cose, non ambasciatori o ministri, ad iniziare da Antonio Tajani».

Leggi anche:  Guerra di Gaza, Boldrini: "Israele accetti la risoluzione dell'Onu e fermi la carneficina del popolo palestinese"

«Ma i giudici devono poter lavorare senza ingerenze. Per questo, come ho annunciato oggi nel mio intervento in aula, presenterò un’interrogazione per chiedere che il governo rigetti qualsiasi tentativo di minare l’indipendenza della Corte e che si impegni, fin da subito, ad attuare qualunque misura decisa dai giudici. Questo è il minimo che un paese democratico deve fare per garantire la legalità internazionale».

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