Conte attacca Meloni ma ancora di più il Pd: "Pontifica sui migranti ma dalla Ztl"
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Conte attacca Meloni ma ancora di più il Pd: "Pontifica sui migranti ma dalla Ztl"

Il leader M5s attacca il governo Meloni ma in vista delle europee alza steccati contro il Pd, evidentemente per calcolo elettorale

Conte attacca Meloni ma ancora di più il Pd: "Pontifica sui migranti ma dalla Ztl"
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30 Settembre 2023 - 10.48


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 Da parte vostra la volontà di collaborare con le altre opposizioni resta, nonostante le strategie elettorali in vista delle europee? «Qui non si tratta di distinguersi per ragioni elettorali, ma è bene che i nodi vengano al pettine, che ci sia una discussione vera sulle questioni che non vediamo allo stesso modo. Il fatto di pensarla diversamente, però, non può essere letto come uno sgarbo o un atto di lesa maestà». 

Così il presidente del M5S, Giuseppe Conte, in un’intervista a `La Stampa´. Le parole della segretaria del Pd, Elly Schlein, sulla questione immigrazione? «Paragonarmi a Meloni è offensivo: io a Chigi ho passato le notti al telefono per ottenere la disponibilità di altri leader europei alla redistribuzione dei migranti, la premier ha passato il suo tempo a diffondere sui social post contro i migranti. Se il Pd fa certe similitudini, dimostra di non avere una chiara comprensione del fenomeno. Faccio una domanda al variegato mondo di sinistra: pontificare da una Ztl sulla necessità dell’accoglienza, sapendo che il peso ricadrà su chi vive nelle periferie, è una cosa di sinistra? Così si continuerà a stendere un tappeto rosso a Meloni». 

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Giuseppe Conte dimentica un piccolo particolare: nella Ztl ci abita lui. Ed è curioso usare questo espediente demagogico per polemizzare con gli altri. Quanto ai migranti, Conte – almeno dagli accenbti – sembra non troppo lontano dal Conte dei decreti sicurezza di Salvini che poi furono smontati dalla Corte Costituzionale.

La critica a Giorgia Meloni

«Per noi è fondamentale prendere impegni trasparenti con i cittadini e offrire un progetto chiaro per un’alternativa di governo. Su queste basi dialoghiamo con gli altri, il Pd accetti il confronto senza cedere a inutili nervosismi», conclude Conte.

A Giorgia Meloni, Giuseppe Conte dà uno “zero virgola in pagella” perché con i numeri della Nadef “strozza l’Italia che si era ripresa dopo la pandemia”.

Secondo il presidente del M5s, in questo modo i mercati si preoccupano e lo spread sale a causa di “un governo fermo, che non offre una visione e una prospettiva di crescita”.

In un’intervista a la Stampa, Conte sottolinea che da quando è premier Giorgia Meloni “ha sposato una logica burocratica dei conti pubblici. È giusto farli quadrare, ma devono quadrare anche quelli delle famiglie italiane: non vediamo nulla per affrontare i rincari del carrello della spesa, dei mutui e dei carburanti. Tagliando investimenti e crescita si condanna l’Italia, vanificando il +12% di Pil nel biennio ottenuto dal nostro governo”.

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E sul Superbonus e sul buco nei conti pubblici, chiarisce: Ad averne di misure che attivano un milione di posti di lavoro come il Superbonus. Le politiche di crescita non possono essere valutate in modo disonesto, solo dal lato dei costi, senza menzionare i ritorni, cioè i 100 miliardi di maggiori entrate che le mie politiche espansive hanno contribuito a generare nel biennio 2020-22. Fratelli d’Italia vive in perenne dissociazione: tifavano per il Superbonus e ora lo usano per coprirei loro fallimenti”.

Quindi, il presidente del M5s fornisce la sua ricetta: nella legge di bilancio, le risorse a disposizione le userebbe “per risollevare la Sanità al collasso, per finanziare aiuti alle famiglie in difficoltà e per evitare tagli all’istruzione e alla ricerca, affinché l’Italia non sia fanalino di coda in Europa”. In particolare, sulla Sanità “una proposta comune deve passare anche da una riforma del titolo V della Costituzione, per far tornare la gestione della sanità allo Stato e spezzare il legame tra politica e nomine sanitarie nei territori. Confidiamo che gli altri partiti di opposizione siano d’accordo”.

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