Elly Schlein polemica con i Pd che hanno scelto Azione e Conte freddo sulle alleanze
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Elly Schlein polemica con i Pd che hanno scelto Azione e Conte freddo sulle alleanze

Trenta consiglieri dem in Liguria hanno abbandonato il Pd per "traslocare" in Azione, mentre la minoranza riformista lancia segnali d'allarme

Elly Schlein polemica con i Pd che hanno scelto Azione e Conte freddo sulle alleanze
Elly Schlein
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9 Settembre 2023 - 23.04


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Avanti, con determinazione. Elly Schlein accoglie a modo suo l’ultimo colpo subito. Trenta consiglieri dem in Liguria hanno abbandonato il Pd per “traslocare” in Azione, mentre la minoranza riformista lancia segnali d’allarme. La segretaria, però, prosegue imperterrita: “Quando qualcuno decide di andarsene, è sempre un motivo di rammarico, ma se vediamo che qualcuno non si sente a casa in un partito che lotta per la giustizia sociale, la tutela dell’ambiente e il lavoro di qualità, forse c’era qualcosa di sbagliato fin dall’inizio”, ha dichiarato. Il ragionamento della leader dem, dunque, non cambia: “Se il Pd e il centrosinistra avessero sempre fatto tutto perfettamente in questi anni – insiste – io non avrei mai vinto le primarie”.

L’obiettivo, quindi, è continuare a lottare insieme su ciò che ci unisce, tralasciando – almeno per il momento, dato che al governo c’è la destra e le prossime elezioni europee prevedono una legge proporzionale – le questioni divisive. Questa è la strategia di Schlein, sia all’interno che all’esterno del partito. Tuttavia, la minoranza interna guidata da Stefano Bonaccini è pronta a manifestare il suo dissenso. Piero Fassino è categorico: “Non posso credere che davanti all’uscita di dirigenti e militanti in difficoltà, la risposta della segretaria del partito sia che hanno fatto una scelta sbagliata scegliendo il Pd. Dovremmo accogliere con gioia chi arriva, non condannare chi se ne va”, sottolinea. Anche Gianni Cuperlo, durante la festa dell’Unità a Ravenna, mette in discussione la posizione di Schlein: “Se trenta dirigenti della nostra comunità lasciano il partito, non dovremmo dire che se ne vanno perché avevano sbagliato prima. Dovremmo riflettere su come garantire il pluralismo. La nostra dirigenza dovrebbe costruire mediazioni adeguate e cercare sintesi. Noi siamo la sinistra e non abbiamo mai sostenuto che meno siamo, meglio stiamo”, afferma chiaramente, guadagnando un lungo applauso dal pubblico presente alla sala dibattiti “Salvator Allende”. “La segretaria è stata quella che più di tutti ha lavorato per la coesione del partito”, replicano fonti di spicco del partito, “Domani, nel suo discorso di chiusura della festa dell’Unità, Elly spiegherà cosa abbiamo realizzato insieme, compatti, durante l’estate militante. Non siamo interessati a queste polemiche amplificate dai media”.

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Bonaccini, comunque, non intende infliggere un colpo mortale: “Quando si diventa segretario di un partito, è un dovere ascoltare e rappresentare, prendere in considerazione anche le preoccupazioni. Penso che chi lascia stia sbagliando. Mi sento a mio agio qui, non provo il minimo disagio, ma il mio ruolo mi impone di non riaprire uno spettacolo che ha allontanato gli elettori. Tuttavia, mi aspetto che domani Elly sottolinei la necessità di avere un partito che non si restringa, ma si allarghi, che possa diventare il fulcro di un nuovo centrosinistra”, sottolinea, fissando l’asticella per essere un’alternativa credibile alla destra “ben oltre il 20%”.

Nel frattempo, mentre Carlo Calenda si compiace per i nuovi ingressi (lunedì sarà a Genova per la presentazione ufficiale), Giuseppe Conte gode di un’accoglienza quasi da “star” alla festa dell’Unità di Ravenna. Il leader del M5S è accolto da un caloroso applauso e dai cori di “Conte-Conte”. Tuttavia, di fronte all’entusiasmo della platea (sebbene alcuni dem sospettino che l’ex premier abbia “portato la claque”), Conte risponde in modo cauto: “Dobbiamo fare attenzione ai cartelli elettorali. Avete visto cosa sta accadendo nella destra? L’obiettivo è costruire un progetto di governo per il Paese, basato su una prospettiva sostenibile. Non dobbiamo cercare un’alleanza posticcia, ma dobbiamo avvicinarci con un confronto aperto e rispettoso delle opinioni altrui, cercando di trovare punti di convergenza sui temi”, insiste. A un certo punto, però, il pubblico sembra raffreddarsi, soprattutto quando Conte evidenzia le differenze con il Pd sul tema dell’Ucraina: “Ci sono questioni su cui non concordiamo pienamente con il Pd, come ad esempio la questione della guerra. Qui sono ospite e non voglio polemizzare, ma ritengo che la prospettiva di pace non debba essere messa in discussione. Questa prospettiva è stata tradita”, dichiara Conte, suscitando un silenzio totale nella sala.

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A Ravenna si capisce che la strada per un’eventuale alleanza è ancora lunga.

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