Eleonora Evi critica Angelo Bonelli: malumori tra i Verdi in attesa del congresso
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Eleonora Evi critica Angelo Bonelli: malumori tra i Verdi in attesa del congresso

Europa Verde verso il congresso, con "malesseri" interni al gruppo dirigente. Eleonora Evi, in questa nota ufficiale, esprime al suo collega Angelo Bonelli i malumori che andranno risolti proprio in sede congressuale.

Eleonora Evi critica Angelo Bonelli: malumori tra i Verdi in attesa del congresso
Eleonora Evi e Angelo Bonelli
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28 Luglio 2023 - 11.31


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Riceviamo e pubblichiamo una nota di Eleonora Evi, co-portavoce di Europa Verde e parlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra. I Verdi vanno verso il prossimo congresso con un confronto aperto nella leadership del partito. Da quello che emerge, ci sono malumori all’interno del gruppo dirigente, confermati anche dai “malesseri” espressi dalla stessa Evi in questo comunicato che pubblichiamo.

“Nei giorni scorsi ho avuto un confronto con il mio co-portavoce Angelo Bonelli, gli ho rappresentato le difficoltà che Europa Verde incontra sul piano politico e organizzativo, causa spesso di mortificazione delle aspirazioni e delle ambizioni sia del gruppo dirigente locale, non coinvolto come vorrebbe nella vita del partito, sia di tanti che, pur avendo una grande sensibilità sui temi “green”, non riescono a sentirsi rappresentati dal nostro soggetto politico”.

“Ho voluto, senza mezzi termini, trasferire al mio co-portavoce la difficoltà di tanti iscritti e dirigenti che faccio mia. Per affrontare tante criticità alla luce del sole. Noi siamo il partito della trasparenza nella vita politica come in quella amministrativa, eredi del “sole che ride”.

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“Penso, in franchezza, sia arrivato il momento di dar seguito a quel processo di costruzione avviato nel luglio 2021 e fare di Europa Verde un vero partito, europeo, moderno, democratico, radicato e che possa essere riferimento per tutti gli ecologisti italiani. Ma soprattutto un “arbusto” centrale del centrosinistra italiano, di una coalizione che sfida la destra italiana ed europea, che ci dimostra ogni giorno di non avere nulla da dire sul futuro del paese e del pianeta. Un arbusto non è una definizione casuale, la cultura democratica deve essere coltivata e tutelata, soprattutto nelle amministrazioni locali, nel governo locale dell’Italia dove ci aspettano grandi sfide locali e globali. Dalla qualità della vita, alla qualità del lavoro, gli ecologisti hanno sempre una proposta sostenibile”.

“Nel 2024 ci saranno le elezioni per il Parlamento Europeo, le elezioni amministrative e il rinnovo di diversi consigli regionali. Ci meritiamo tutti un confronto rispettoso e trasparente per non fermare un processo di rinnovamento in corso nell’ecologismo italiano. Un processo di costruzione nuovo si può avviare solo se si sceglie una sfida in mare aperto, senza paura”.

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“Per questo motivo propongo che il prossimo congresso di Europa Verde – sia in caso di svolgimento anticipato, come proposto da Angelo Bonelli alla direzione nazionale, sia che si svolga come previsto da statuto a luglio 2024 – si tenga organizzando un percorso di confronto vero nel Paese e che si concluda con primarie aperte per la scelta dei portavoce. Noi, e dico “NOI”, io e molte federazioni territoriali, iscritti ed amici di Europa Verde sentiamo l’esigenza di non escludere da questo confronto anche gli elettori del nostro partito, così come i tanti simpatizzanti o il mondo dell’ecologismo riunito in associazioni, comitati e movimenti. Facciamoli partecipare alle scelte dei nostri portavoce, con primarie aperte. Aperte e trasparenti a tutti”.

“Europa Verde più forte e rinnovata può essere il cuore di una alleanza per il clima più larga di quella già sperimentata alle politiche, che possa coinvolgere e attrarre tutte le energie che si sentono all’opposizione di conservatori e negazionisti del cambiamento climatico”.

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“Siamo consapevoli che tutto ciò richiederà un grande sforzo, ma restare fermi e chiudersi ulteriormente servirà a poco, o forse solo a pochi, ma non produrrà alcun avanzamento concreto per le nostre battaglie e soprattutto, non aiuterà il nostro Paese nel percorso della conversione ecologica, percorso non più rinviabile”.

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