Il sindacato dei giornalisti Rai contro il governo: "Nomine inaccettabili"
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Il sindacato dei giornalisti Rai contro il governo: "Nomine inaccettabili"

"Per l'Usigrai sono inaccettabili, senza prospettiva e inspiegabili con ragioni di natura industriale le nomine approvate oggi dal Cda su proposta del neo amministratore delegato".

Il sindacato dei giornalisti Rai contro il governo: "Nomine inaccettabili"
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25 Maggio 2023 - 16.43


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L’Usigrai alza la voce dopo le nomine che hanno, di fatto, messo nei ruoli cardine della tv pubblica gli uomini del governo Meloni. Per il sindacato dei giornalisti Rai, quanto accaduto è un fatto inaccettabile

“Per l’Usigrai sono inaccettabili, senza prospettiva e inspiegabili con ragioni di natura industriale le nomine approvate oggi dal Cda su proposta del neo amministratore delegato. Al Tg2 il direttore Nicola Rao viene rimosso dopo 96 giorni dall’approvazione del piano editoriale”.

“Quali sono le motivazioni? Per non parlare del Giornale Radio che vedrà il nono direttore in 8 anni: il segno tangibile della voracità dei lottizzatori di ogni colore politico. L’unica ratio di queste nomine è la necessità di accontentare il governo”.

“Nomine inaccettabili perché a dirigere le testate Rai non c’è nemmeno una donna. Come si può pensare di ‘cambiare la narrazione del Paese’ cancellando le donne e il loro punto di vista dai ruoli apicali del servizio pubblico? Tutto ciò, peraltro, avviene in disprezzo della nuova policy aziendale di genere, dell’impegno assunto con la campagna “No women no panel”, e del lavoro sulla gender equality”.

“Ed è altrettanto inaccettabile che ancora una volta si chiami un giornalista esterno a dirigere un telegiornale: ma davvero fra i giornalisti della Rai non c’era nessuno che avesse il profilo idoneo? Impossibile. E’ stata fatta un’analisi dei curricula prima di attingere all’esterno, considerato anche un debito aziendale che supera il mezzo miliardo di euro?” 

“Infine la prospettiva. Come si concilia la necessità di un progetto di rilancio della Rai di ampio respiro con nomine che, per ragioni tecniche o anagrafiche, hanno prospettiva di uno o due anni in testate strategiche come Rai Sport e il Giornale Radio? Come può pensare questo Ad di rilanciare la Rai Servizio Pubblico senza certezze di risorse, con una forza politica di governo che vuole togliere il canone della bolletta, con un contratto di servizio scaduto e senza un piano industriale? Ma come sempre la priorità sono le nomine”.

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