La destra si astiene dal voto europeo contro le auto inquinanti, Bonelli: "Meloni isolata"
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La destra si astiene dal voto europeo contro le auto inquinanti, Bonelli: "Meloni isolata"

Angelo Bonelli (Avs): "Meloni sempre più isolata in Europa per difendere le fonti fossili, alleata con Polonia e Bulgaria, continua con la sua politica dei No a innovazione e modernità".

La destra si astiene dal voto europeo contro le auto inquinanti, Bonelli: "Meloni isolata"
Angelo Bonelli
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28 Marzo 2023 - 14.25


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La destra italiana si è astenuta in Europa sul voto per lo stop ai motori più inquinanti a partire dal 2035, una posizione che secondo Angelo Bonelli di Avs, isola ancor di più il nostro Paese nelle grandi battaglie che toccheranno l’umanità nei prossimi anni.

«Meloni sempre più isolata in Europa per difendere le fonti fossili, alleata con Polonia e Bulgaria, continua con la sua politica dei No a innovazione e modernità chiedendo che l’approvazione del Regolamento sulle emissioni CO2 delle autovetture nuove non sia inserita fra i punti all’ordine del giorno del Consiglio Energia. Questo atteggiamento dell’Italia destabilizza il contesto europeo, con la Francia che, in virtù dell’accordo annunciato sabato fra Germania e Commissione Ue sugli e-fuels, si sente autorizzata a chiedere la valutazione dei gas a basse emissioni come l’idrogeno prodotto grazie al nucleare per il principio della definizione di `neutralita´ tecnologica, un modo per tornare indietro anni luce e riaprire una discussione sull’energia da fissione nucleare, pericolosa e nociva per l’ambiente, per cui esprimiamo da sempre grande preoccupazione».

«In questo quadro si inseriscono le politiche disastrose espresse dal nostro governo in Europa – prosegue – che non si fermano e contribuiscono a peggiorare la situazione del nostro Paese, invece di portare avanti l’unica posizione sensata, ovvero la transizione all’auto elettrica. I biocarburanti e i carburanti sintetici, secondo gli studi presentano enormi problemi a livello di efficienza e di emissioni, la produzione non è né scalabile né sostenibile. Per quanto riguarda i biocarburanti tanto cari a Giorgia Meloni ed Eni ricordiamo che richiede un enorme consumo di suolo, circa 40 volte in più rispetto al fotovoltaico».

«Per produrre i biocarburanti Eni utilizza terreni in Africa che, invece di essere utilizzati per nutrire dei popoli che hanno problemi di accesso al cibo, serviranno per far muovere le macchine di noi occidentali, una vera e propria opera di colonialismo, altro che `piano Mattei´. Invece di perseguire politiche moderne, la nostra si conferma la destra dei no. I no all’innovazione e al progresso, che faranno pagare agli italiani costi altissimi per l’energia e per i carburanti. Questo dimostra ancora una volta che il governo non ha contezza del dramma del cambiamento climatico e chiede di rinviare l’approvazione del Regolamento solo per bloccarlo», conclude Bonelli. 

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